26 agosto 1943: seconda incursione aerea su Gonnosfanadiga


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>A distanza di sei mesi dal primo bombardamento, che spezzò il sogno di un popolo mite e laborioso, gli americani effettuarono una seconda incursione su Gonnosfanadiga. Era il 26 agosto. Alle 8 del mattino furono bombardate le casermette, vicino al cimitero. Il bilancio fu di un morto e tre feriti. Singolare e commovente la lettera che la signora Antonina Pilia Collu, moglie della vittima Salvatore Lecis Onnis, inviò al Podestà. La signora scrisse che suo marito, mentre si trovava in campagna a occuparsi del bestiame, a causa dell’incursione nemica trovò la morte dopo essere stato ferito da spezzonamento. Essendo anziana e poverissima, denunciando la morte del marito, si rivolse al Podestà, confidando sulla sua magnanimità, per ottenere qualche aiuto. Monsignor Severino Tomasi, attento parroco dell’epoca, nel suo diario riportò minuziosamente le tragiche ore vissute dalla popolazione a Gonnosfanadiga durante e dopo le due incursioni aree. Gonnosfanadiga pagò ancora con il sangue le conseguenze dei bombardamenti. Il 3 agosto 1945, nella località marina di “S’acqua Durci” nella costa di Arbus, a causa dell’esplosione di una mina vagante, persero la vita undici gonnesi e cinque guspinesi. Sangue innocente che si aggiunse a quello dei 111 morti nel sacrificio del 17 febbraio 1943. La tragedia di S’acqua Durci avvenne quando la gente con grandi speranze cercava di lasciarsi alle spalle i tormenti e le sofferenze di un lungo periodo di guerra. Francesco Zurru 04fo- foto gonnos disegno bombardamento  2

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