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Sant'Antonio, gioia e partecipazione: is traccas, su coccoi de sa festa, is trallallerusu

34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi. Ad ac...

34 sono i km che separano la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, abituale dimora del Santo, dalla chiesetta a lui dedicata posta nella borgata di Sant'Antonio di Santadi.Ad accompagnarlo cavalieri, gruppi folk, la Banda Musicale “Ennio Porrino” e numerose autorità civili e militari. Tantissimi I figuranti in abito tradizionale provenienti dai più svariati centri dell’isola, i cavalieri e “Is traccas” quelle a tetto tondeggiante tipiche dell’arburese, trainate da animali, imponenti quanto maestosi buoi, o motorizzate sempre belle, colorate e accuratamente e amorevolmente preparate, impreziosite e arricchite da tappeti, arazzi e tantissimi fiori. Della colonna sonora, figlia anch’essa di una sardità sempre più identitaria, se ne occupano lungo tutto il percorso le numerose fisarmoniche, launeddas e organetti che intonano i tradizionali balli sardi e i canti a “Trallallerusu”.  Non manca “Su coccoi de sa festa” elemento centrale, tra i più suggestivi della festa, messo in forte risalto attraverso la sua celebrazione e distribuzione nonché elemento decorativo insieme a “Su pani de saba” delle traccas a motore o come ornamento delle corna dei buoi. Infine, tradizione davvero antica, “ Is croccorigas” naturalmente piene di un buon vino d’annata, zucche gelosamente personali ma spesso e volentieri offerte con impeto di generosità e ospitalità per un piccolo sorso a coronamento di un gemellaggio occasionale sancito durante il lungo pellegrinaggio. ...

Villamar, “Monumentus & Saboris”: un evento molto partecipato

Si è svolta lo scorso 10 maggio, lungo le strade del paese, con grande partecipazione di pubblico, “Monumentus & Saboris”

Si è svolta lo scorso 10 maggio, lungo le strade del paese, con grande partecipazione di pubblico, “Monumentus & Saboris”. Contestualmente a questa ha trovato spazio anche la quarta edizione de “La sagra de sa fregua”: entrambi gli appuntamenti hanno richiamato tanti visitatori che ne hanno apprezzato tradizioni, cultura ed enogastronomia. I rioni di Franzoba e di San Giuseppe si sono vestiti a festa, accogliendo i visitatori fra vicoli, cortili e numerose case tipiche, per l’occasione aperte al pubblico con tanti oggetti (foto, utensili del passato, scritti antichi) in esposizione.La manifestazione ha proposto un ricco percorso fatto di laboratori, degustazioni, visite guidate, musica e momenti di incontro, offrendo uno spaccato autentico della cultura locale. Grande attenzione è stata riservata alle antiche lavorazioni artigianali, con dimostrazioni dedicate alla preparazione de “sa fregua”, della pasta fresca, del pane e dei formaggi, oltre alle attività legate alla lavorazione del latte, della ceramica e delle erbe spontanee. Importante anche il coinvolgimento delle scuole di Villamar: alunne e alunni della primaria e della secondaria hanno accompagnato i visitatori alla scoperta di chiese, monumenti e siti archeologici del paese, prendendo parte anche a progetti innovativi e percorsi multimediali dedicati alla storia e alla cultura locale. Ad animare il centro storico ci hanno pensato inoltre i gruppi folk, i cori polifonici, gli organettisti della Marmilla e gli sketch teatrali che hanno accompagnato la giornata.Ancora una volta, grazie anche alle buone condizioni meteo, la manifestazione si è rivelata partecipata e sentita e ha confermato il forte legame della comunità con le proprie radici. ...

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