A Samassi l’unico impianto nell’isola di rigenerazione della plastica


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>Uno dei più grossi impianti di smaltimento e riciclaggio della plastica presenti nell’isola si trova nel Medio Campidano. “Ecoplastar Imballaggi” di Samassi è il risultato concreto di un progetto ideato da alcuni professionisti del settore, che si son prefissi di recuperare materiale plastico e convertirlo in cassette generalmente utilizzate come contenitori di prodotti ortofrutticoli. Considerata leader in Sardegna per i processi di rigenerazione della plastica, la società samassese ha instaurato legami stretti nel territorio isolano con aziende, scuole e comuni cittadini per smaltire e riutilizzare scarti industriali o raccolta di alcuni tipi di plastica, come quella derivante dal nylon, polimeri ad alta densità. Cassette, bins, cassonetti, bottiglie e flaconi (casalinghi e detersivi), paraurti e serbatoi, rifiuti agricoli quali manichetta, tubi in polietilene, paciamatura, copertura serre, tessuto non tessuto, e materiali in Pvc, come le grondaie serramenti, scarti di infissi, nylon ed estensibile. «Nella nostra azienda - fa sapere Nicola Floris, uno dei responsabili di amministrazione - vengono riciclati anche i tappi di plastica delle bottiglie d’acqua messe in tavola dalle famiglie o delle bevande consumate dagli studenti delle scuole locali. Per questo genere di raccolta e riciclo, abbiamo stipulato un accordo anche con il circolo didattico G. Dessì di Villacidro e aderito al consorzio nazionale Cosip con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale». Nei quattro capannoni dell’azienda, una quarantina di dipendenti coopera per conferire, riciclare e produrre una media di 25mila cassette al giorno. Effettuata la raccolta dei rifiuti plastici direttamente a domicilio nella sede del cliente con i mezzi di ultima generazione messi a disposizione dall’azienda, il materiale viene selezionato, macinato e riportato alla cosiddetta “materia prima seconda”, tramite un processo di densificazione che riduce la plastica in granuli o scaglie a seconda del polimero trattato. L’insieme di plastiche macinate poi passa all’interno dell’estrusore di un altro macchinario, detto trafila, in cui viene riscaldato, lavorato e filtrato, producendo il materiale di colore grigio scuro usato per la fabbricazione delle cassette in plastica, che infine vengono confezionate e vendute a risparmio economico e ecologico. «Noi usiamo questo procedimento per fabbricare cassette – aggiunge Floris. - Ma chi produce qualsiasi altro genere di materiale in polietilene o propilene, come sedie o gli stessi tappi di plastica, lo utilizza in altro impiego. Inoltre i titolari di partita Iva, attraverso il rilascio della ricevuta, possono certificare che gli scarti di plastica son stati conferiti alla nostra azienda, e non abbandonati chissà dove». Impegnata in una vera e propria raccolta differenziata, il cui motto è “Non disperdere rifiuti. L’ambiente sei anche tu”, Ecoplastar si presenta un’impresa utile alla comunità. Incoraggia singoli cittadini, imprenditori e amministratori locali a non buttare oggetti di plastica, a non sfruttare ulteriori materie prime e soprattutto a valorizzare il territorio e rispettare l’ambiente. Marisa Putzolu 03fo- cernita raccolta plastica IMG-20160121-WA0014 03fo- elevatore carico IMG-20160121-WA0012

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