A Segariu “s’incontru” avviene in “mesu idda”


di Alex Lai Ogni comunità rivive a proprio modo la resurrezione di Cristo. A Segariu il rito de “s’incontru”, fra i simulacri di Cristo Risorto e della Madonna, è accompagnato dagli spari dei fucilieri. Al momento della processione, le donne accompagnano la Madonna mentre gli uomini il Cristo Risorto, in due distinte processioni, preceduto da tre inchini dei simulacri a distanza di 10 metri circa l’uno dall’altro, il primo appena c’è l’avvistamento reciproco dei cortei,  il fatidico momento dell’incontro avviene in “mesu idda” in corrispondenza della via Roma in Piazza Repubblica dove le prioresse della Pasqua tolgono il velo nero, in segno di lutto, alla Madonna, per far spazio al bianco. Le statue vengono adagiate sopra un tavolino adornato, al cenno di un presente nei pressi  o puntualmente in corrispondenza della benedizione da parte del parroco, ecco che decine di fucilieri danno il via agli spari lungo l’argine del rio Pau con le armi rivolte verso il canale d’incanalamento del fiume, solitamente la prima schioppettata parte dal più anziano del gruppo. Si spara a salve per una decina di minuti, nel frattempo il corteo religioso, unitosi, si dirige verso la parrocchia di San Giorgio martire, per tenere la Santa Messa di Pasqua, il paese vive momenti di festa per tutta la giornata. La tradizione de s’incontru si perde nella memoria storica dei più anziani, difficile individuare l’inizio di essa, si ha certezza del fatto che il luogo in cui si spara non sia mai stato cambiato, senza alcun dubbio la forte devozione delle persone ha permesso di mantenere le stesse e identiche peculiarità di una volta.

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