«Quella giornata», ricorda Enrico Cau, «era iniziata come tante altre: non avevo avuto alcun segnale dal mio fisico; l’unica cosa insolita fu il fatto che, una volta iniziato il riscaldamento prima del match, stentassi più del solito a spezzare il fiato. Durante la partita ricordo che, a un certo punto, mi si appannò la vista; il tempo di dirlo a un mio compagno di squadra e mi accasciai a terra di lato. Ciò che è accaduto dopo, per mia fortuna, me lo hanno raccontato dopo aver ripreso conoscenza in ospedale. Ho subìto un arresto cardiaco le cui cause, nonostante i tanti esami clinici che ho sostenuto, non sono ancora state ben chiarite». Dopo quel giorno, fra le inevitabili paure scaturite, l’aspetto umano di Enrico è cambiato in positivo; un esempio di come, spesso, è dalle situazioni peggiori che si apprendono le migliori lezioni di vita. «Ho acquisito – spiega Cau – una nuova prospettiva su molti aspetti della vita; in particolare presto maggiore attenzione rispetto al passato a valori quali: l’amicizia, la solidarietà verso il prossimo visto che io ne ho ricevuta tanta, la famiglia e il rapporto con mio figlio di cinque anni che, se fosse andata diversamente, non avrei potuto riabbracciare».
Quell’evento, al di là della sua drammaticità, ha comunque avuto come risvolto positivo quello di sensibilizzare il mondo dello sport a una maggiore attenzione verso la prevenzione della salute degli atleti. «Da quest’anno sono socio fondatore della nuova società del mio paese, la Virtus Furtei», conclude Enrico Cau, «e ho preteso sin da subito che le attività sportive non avessero inizio senza che prima venisse acquistato un defibrillatore e che tutti gli atleti sostenessero le visite mediche. Mi sembra che le società di calcio, sotto questo punto di vista, siano ora ben organizzate, mentre osservo come qualche amministrazione comunale non si è ancora adeguata, seppur, rispetto al passato, stia crescendo il numero dei comuni cardio-protetti. La speranza è che la mia esperienza possa essere da esempio per far in modo che casi simili, se malauguratamente dovessero ricapitare, possano essere soccorsi in maniera tempestiva e adeguata con tutti i migliori strumenti disponibili».
Simone Muscas
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