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>Tre anni fa il 18 e 19 novembre una bomba d’acqua si era abbattuta in paese. La pioggia, accompagnata da tuoni e fulmini aveva incominciato a cadere fin dalle prime ore del mattino intasando le cunette di scolo e fatto saltare i tombini delle fogne. In brevissimo tempo le strade erano diventate dei fiumi in piena, allagando gli scantinati e i cortili delle case. Tante le richieste di aiuto fatte ai volontari della Protezione Civile che insieme alla Volsoc di Guspini avevano lavorato fino a tarda notte per prosciugare gli scantinati. Ingenti i danni provocati dalle acque all’interno delle abitazioni.

Per il disastroso evento il comune aveva dichiarato, con delibera immediata della giunta, lo stato di calamità naturale. In seguito, dopo le indicazioni del governo erano state predisposte le procedure per la richiesta di contributi da parte dei cittadini che avevano subito danni alle abitazioni. Richieste a valanga dunque? Sembra proprio di no. Alla scadenza infatti del 29 settembre, data utile per presentare le richieste, solo una domanda era stata presentata e avviata all'istruttoria. La delibera con il relativo allegato dove si evince l'importo richiesto dal cittadino per i danni subiti sarà trasmessa alla Regione per il rimborso delle spese sostenute.
Dario Frau© Riproduzione riservata