Andrea Erdas, un ballerino con tanti sogni


more
>Si chiama Andrea Erdas, ha 17 anni e ha recentemente colto nella danza latino americana categoria classe A 16/18, in coppia con Alessia Carta di Ghilarza, un importante successo ex equo nella gara di “Coppa Italia” svoltasi a Catania. Il successo siciliano è solo l’ultimo di una lunga serie di vittorie nazionali e regionali che lo collocano come uno dei ballerini più interessanti in prospettiva. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio.

Quando si è avvicinato al mondo della danza?

Avevo 9 anni quando mi avvicinai all’Hip pop; successivamente, data anche la passione per il ballo dei miei genitori, mi sono iscritto al centro danze di Villamar. Inizialmente questa disciplina rappresentava soltanto un semplice passatempo, in seguito è diventata qualcosa di più importante.

2

Quando è avvenuta la svolta?

Quando, circa tre anni fa, ho conosciuto Alessia Carta: insieme abbiamo costituito una nuova coppia di ballo. Lei è di Ghilarza e si allenava nella scuola di danza di Cuban Star di Abbasanta.  Fra di noi è scoccata un’intesa artistica; il nostro punto di forza è la complicità. Ho quindi deciso, al fine di poter ballare con lei, di cambiare scuola di danza: ho quindi lasciato il “Centro Danze Villamar” e mi sono iscritto in quella di Alessia.

Questo cambiamento le avrà certamente comportato un sacrificio maggiore.

Si, è così. Studio a San Gavino al liceo pedagogico e mi alleno tre volte alla settimana. Non trascuro l’impegno scolastico che porto avanti con passione; spesso studio nei lunghi viaggi in treno per spostarmi da San Gavino ad Abbasanta e viceversa. Rientro a casa tardissimo.

Tuttavia i suoi sacrifici la stanno ripagando alla grande.

Due anni fa, in una categoria inferiore all’attuale Alessia ed io abbiamo vinto tanto a livello regionale e nazionale, su tutte la vittoria nel circuito “Ranking list” che ci ha permesso di accedere alla classe A. Lo scorso anno abbiamo colto pochi podi, mentre questa stagione, sin da subito, abbiamo raggiunto due bei successi: il primo in una gara regionale svoltasi a Olbia e l’altro a Catania in Coppa Italia, seppur ex equo con un’altra coppia.

Parli della danza con tanto entusiasmo. 

È la mia passione ed è un mondo che mi piace tanto; mi ha dato la possibilità di instaurare tante amicizie sia in Sardegna che nella penisola oltre che viaggiare tanto.

Ci sono anche degli aspetti negativi in questo mondo?

Purtroppo si. È una disciplina costosa e le società non ricevono nessun tipo di aiuto economico, pertanto le spese per i vestiti, le gare, i viaggi, li dobbiamo sostenere noi atleti.

Sogni?

Un giorno mi piacerebbe vincere qualcosa a livello mondiale, chissà partecipare alle Olimpiadi.

Oltre alla sua grande volontà, chi si sente di ringraziare per i risultati sinora raggiunti?

Innanzitutto Alessia con cui faccio coppia anche sentimentalmente. Non posso poi non citare i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto sia dal punto di vista economico che da quello motivazionale. A dodici anni decisi di mollare col ballo: furono loro a farmi tornare sui miei passi. Un grazie anche ai miei attuali maestri, Sebastiano Mele, Claudia Mele e Maria Skium Larsen oltre a Nuccia e Maurizio del “Centro Danze Villamar”. Quando ho detto ai miei ex maestri che avrei cambiato scuola hanno compreso la mia scelta; con loro mantengo un ottimo rapporto e se oggi amo così tanto il ballo lo devo anche a loro. Termino con un grazie speciale ai miei nonni, da sempre miei grandi tifosi.

Simone Muscas

© Riproduzione riservata