Anni cinquanta: le sartorie a Guspini


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>Chiamati generalmente “mestus de pannu”, nel dopoguerra diversi sarti avviarono le loro botteghe; ma non mancavano le sartine, meno appariscenti perché svolgevano la propria attività riservatamente. Questa attività artigianale trovò fertile crescita, forse per il clima di rinascita e di sviluppo sociale in atto. Nella miniera di Montevecchio era stato firmato, tra sindacati e azienda, il patto aziendale che diede undici anni di sicurezza lavorativa, e furono anche gli anni della meccanizzazione  della miniera.

05fo- Guspini sartoria anni 50 -1

Ciò incise anche sull’economia del paese, stimolata dalla presenza di figure professionali di spessore che portavano un’ondata di eleganza e di gusto nel vestire, sorretta anche dalla circolazione dei nuovi tessuti, disponibili negli spacci aziendali, e Guspini poteva contare anche sull’emporio tessile di Orazio Ruggeri. Questa vasta disponibilità di stoffe, oltre che richiamare abili artigiani, offriva numerose possibilità per vestire la classe notabile guspinese, ricca di professionisti e imprenditori, agricoltori e artigiani. I “maestus de pannu” non erano tutti guspinesi. La piazza di Guspini era ambita per le alte professionalità raggiunte come Oddone Mereu, arburese, che aveva il suo laboratorio all'inizio di via G. A Sanna, con non meno di tre operai. Trasferitosi poi a Cagliari, istituì la prima scuola di sartoria, sviluppando interessanti collaborazioni che lo portarono nelle piazze più importanti del mondo, quali New York, Tokio e Mosca. Nel 2012, il presidente della Repubblica lo ha insignito del titolo di Cavaliere Emerito dell’Ordine della Repubblica, per la sua prestigiosa carriera.

Tarcisio Agus

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