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>Un incontro per fare il punto della drammatica situazione delle campagne villacidresi e del settore ovino ormai allo stremo. Così il sindaco Marta Cabriolu, gli assessori Giuseppe Ecca e Marco Erbì, alcuni consiglieri di maggioranza, e i consiglieri di minoranza Federico Sollai e Giancarlo Carboni hanno incontrato una rappresentanza dei pastori villacidresi. Ormai molte aziende rischiano la chiusura con il prezzo del latte ai minimi storici e la grave siccità che colpisce anche il territorio di Villacidro. In più molti pastori hanno affrontato dei mutui o prestiti e che ora si trovano nell’impossibilità di onorare i debiti. Inoltre, la Regione è in ritardo nella chiusura delle istruttorie dei vecchi bandi e sono ancora lontane le liquidazioni relative al nuovo piano di sviluppo rurale.

Marta Cabriolu, come sindaco e delegata all’agricoltura lancia un grido d’aiuto e una richiesta di intervento della Regione: «Deve essere più presente fisicamente nelle nostre realtà produttive, deve poter toccare con mano l’enorme sacrificio che ogni giorno questi pastori fanno per poterci assicurare un prodotto di altissima qualità. Bisogna ridurre la distanza fra la politica e la realtà economica dei nostri territori. La Regione può attivare soluzioni temporanee, ma grande deve essere la responsabilità degli allevatori: è necessario che si comprenda che il settore agro-pastorale sardo, rappresenta, con il suo enorme indotto, l’asse portante della nostra economia. I nostri prodotti rappresentano l’eccellenza, dopo tutti gli adeguamenti normativi ai quali ogni azienda si è dovuta sottoporre per poter sopravvivere».
Marta Cabriolu ha le idee chiare: «Non è accettabile che oggi il latte venga pagato 50 centesimi al litro e che pochi industriali possano determinare un prezzo che non consente nemmeno di coprire i costi di produzione. Gli allevatori devono trovare la forza e la volontà di unirsi per eliminare o ridurre ai minimi termini la polverizzazione dell’offerta di prodotto, altrimenti i produttori si troveranno schiavi di un sistema che è forte perché fa leva sul bisogno dei singoli e sulla difficoltà di trovare una soluzione condivisa per il bene comune».
Gli allevatori sono preoccupati: «Senza una mano d’aiuto - sottolinea Giuseppe Curridori, rappresentante di una cooperativa a “Trunconi” - non riusciremo ad andare avanti. A causa della siccità non siamo riusciti neppure ad approvvigionare il foraggio per il settore zootecnico. Il latte ovino ora viene pagato troppo poco, prima si arrivava anche ad un euro e 20”. Sulla stessa linea Francesco Ecca: “La situazione è drammatica. Abbiamo anche 800 pecore, ma 160 sono finite al macello perché non vi erano le condizioni per sostenerle. Inoltre il prezzo della carne è rimasto molto basso per quasi tutto l’anno e non ha permesso grandi guadagni».
Gian Luigi Pittau© Riproduzione riservata