Appuntamento a Cagliari, il 13 dicembre, alla 43esima Fiera di Natale per il “Premio Sa Fregula d’Oro”


Rifacendoci all’aforisma di Oscar Wilde “La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé” ci fa piacere segnalare il riconoscimento che verrà consegnato ad Annalisa Atzeni, una professionista di tutto rispetto

di Graziella Falaguasta
  È tutto pronto per la prossima tappa del “Premio Sa Fregula D’Oro” che si svolgerà sabato 13 dicembre 2025, a Cagliari, durate la “Fiera Natale”, in corso presso il Quartiere Fieristico. L’evento si avrà luogo presso lo spazio Showcooking, dalle 17 alle 19. Ricordiamo che il premio, ideato da Gorgio Ariu “Sa Fregula d’Oro”, è nato dieci anni fa, in occasione del 40esimo anno di vita di Sardegnaatavola, periodico identitario che parla di luoghi, territori, campagna, tradizioni popolari, cibo e filiera dell’ospitalità, ed è realizzato in collaborazione con Touring Club Italiano e Associazioni Enti Locali. La cucina tipica di una regione è uno degli elementi più importanti per conoscere e capire le abitudini della sua popolazione e diventa determinante quando si cerca di comprendere e studiare “l’anima” di una comunità. Oggi, purtroppo, a causa della globalizzazione molte delle tradizioni rischiano di essere perdute definitivamente e questo aspetto riguarda in particolare i più giovani, forse troppo poco educati allo studio delle storie e delle abitudini secolari e del vivere delle popolazioni. Ed è con l’intento di informare sugli aspetti del mantenere vive tradizioni e conoscenze che lo scorso 24 ottobre è stata realizzata a Cagliari una serata di presentazione del progetto itinerante “Fregula d’Oro”, regina indiscussa della tradizione sarda che, come è stato sottolineato, non deve essere considerata semplicisticamente come uno dei tanti tipi di pasta che si trovano in vendita, ma come componente irrinunciabile della cultura culinaria della Sardegna. Sa Fregula - detto rigorosamente in sardo, il cui nome potrebbe derivare dal latino “ferculum”-  è costituita da piccole palline di pasta che vengono ricavate da esperti artigiani, quasi artisti, con un sapiente sfregamento con le mani dellai semola di grano duro e acqua nel fondo del recipiente tipico, sa scivedda, E proprio il tipo di lavorazione, totalmente manuale, giustifica il maggiore prezzo di Sa Fregula fatta a mano, rispetto ad altri simili prodotti industriali, tanto che uno dei recenti riconoscimenti è andato anche  a un piccolo ristorante gestito da un giovane sardo a Barcellona, dove è riuscito a produrre e a fare apprezzare Sa Fregula. Per semplificare, spesso Sa Fregula viene confusa con il cous cous nordafricano, ma tra le due paste esistono sostanziali differenze: la sarda viene infatti preparata rigorosamente con semola di grano duro e tostata, mentre nella seconda viene usata la semola di grano tenero e la cottura a vapore. Mantenere vive le tradizioni: i custodi della storia e della cucina sarda Tra le persone impegnate a mantenere vive storie e tradizioni abbiamo già avuto occasione di conoscere   Annalisa Atzeni, che riceverà il premio il prossimo 13 dicembre. Nata e cresciuta in una casa di campagna, ha costruito il suo percorso professionale tra gesti antichi, pane rituale e ricette tramandate dalla sua famiglia e dalle donne incontrate in tutta l’isola. Con la sua lunga esperienza di agrichef e maestra pastaia organizza eventi rurali in siti archeologici, case storiche, musei e luoghi naturalistici, e cura mostre che ricostruiscono storie e tradizioni locali. Inoltre, gestisce il suo home restaurant dal nome “Filindeu & Fregula” a Senorbì, per consacrare il suo territorio, la Trexenta, e il nuorese con il cibo quotidiano e il cibo sacro. Il suo lavoro di più di 30 anni è la costruzione di una narrazione molto diversa, che parte dall’esigenza di far conoscere al meglio in particolare i territori dell’entroterra, mettendo in campo verso i visitatori un approccio da “viaggiatori residenti” e non da “turisti”. “Sono queste le caratteristiche personali e professionali che ci hanno portati a designare la nostra famosa agrischef Annalisa Atzeni che verrà premiata, come testimone accreditata di un cibo così identitario come Sa Fregula”, sostiene Giorgio Ariu, anima del progetto, con una lunghissima esperienza come autore televisivo, documentarista, editore, direttore artistico di iniziative come “L’isola che c’è”, di eventi sportivi, sociali, e di più ampio respiro. Ci piace ricordare qui che “i viaggiatori sono quelli che lasciano le loro convinzioni (e i loro pregiudizi, ndr) a casa, i turisti no”, come scrive il saggista inglese Pico Iyer. Con questo tipo di attitudine, infatti, è possibile fare esperienze completamente diverse durante i viaggi in Sardegna e riportarle con sé, nel cuore. Siamo convinti che il viaggio debba rappresentare un’occasione importante e significativa per conoscere persone e situazioni reali, il tessuto umano e sociale che vive, lavora, sviluppa le proprie esistenze nelle zone che si visitano e con loro fare esperienze. Oggi, anche nel panorama degli operatori turistici – e non solo a livello italiano – esistono organizzazioni che basano la preparazione dei propri itinerari su un concetto di “turismo responsabile” e/o “esperienziale”. Questo tipo di offerta permette nuove opportunità di incontrare nelle diverse località - in maniera strutturata e come parte fondamentale del viaggio – associazioni, singole persone e/o altre entità con le quali è possibile confrontarsi, ma anche con famiglie con le quali è possibile condividere pasti in casa, nell’ottica dell’home restaurant.

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