I comunicati si susseguono, le parti in causa affidano ai media e spesso ai social le motivazioni che hanno portato il Comune di Arbus, con largo anticipo, per la seconda volta nell’era Repubblicana allo scioglimento del consiglio comunale e conseguenti elezioni anticipate che si terranno, con ogni probabilità, nella prima decade del prossimo mese di giugno. Ed ecco il comunicato pubblicato su un suo profilo social nel tardo pomeriggio di sabato dal sindaco Andrea Concas. “Finalmente sono risultato negativo al Covid-19. Non posso però far finta di niente rispetto a quanto è successo negli ultimi giorni. Hanno approfittato del mio stato di salute (ero positivo da sabato 12 febbraio) per impedirmi di portare in Consiglio Comunale le reali motivazioni della crisi politica che il gruppo LiberaMente ha innescato dentro la maggioranza che le ha elette. Forse avevano paura che io raccontassi tutta la verità, quella vera e certamente scomoda per chi vorrebbe passare come cittadino modello agli occhi della popolazione. Verità scomoda che verrà comunque fuori perché sarò io a raccontarla personalmente a tutti gli Arburesi. Sono una persona onesta, realizzata nella vita privata e professionale. Non ho mai avuto ambizioni politiche ma solo la voglia di mettermi al servizio del mio paese con impegno e dedizione. I disonesti sono stati invece altri, interessati a ben altro fuorché al bene di Arbus. Persone che mi hanno mancato di rispetto più volte offendendo la mia dignità di uomo e subendo ricatti e accuse di ogni genere. Ci hanno impedito di continuare a lavorare coloro che seppur chiamati alla stessa responsabilità preferivano '' non esserci '' anche per prolungati periodi. In una fase unica nella storia con una crisi senza precedenti che ci cade sopra ancora nel bel mezzo della pandemia, chi mi ha chiesto di essere il proprio candidato sindaco oggi fa arrivare il commissario prefettizio. Eppure giovedì 24 febbraio alle ore 13:00 la giunta comunale avrebbe dovuto deliberare la rimodulazione del progetto sull'Ecoparco di Piscinas, oltre 2 milioni di euro che potrebbero scappare dal nostro territorio. Una rimodulazione sostanziale che avrebbe necessitato obbligatoriamente anche della ratifica del Consiglio Comunale. Gli arburesi conoscono i nomi e i cognomi di chi ha tradito la volontà popolare e ricorderanno bene per il futuro le facce dei lupi nascoste da maschere da agnelli. E consentitemi di dire che forse, da veterinario, me ne intendo. Io invece continuerò ad essere un arburese onesto e laborioso. Grazie per le vostre tante, tantissime attestazioni di stima e vicinanza che in queste ore io e la mia famiglia stiamo ricevendo. Rendono meno dolorose le pugnalate inferte mentre era impossibile difendermi. Ringrazio infine ogni cittadino, che mi abbia dato fiducia o meno alle elezioni del 2020, perché per me è stato un onore potervi rappresentare come sindaco. Firmato Andrea Concas. [caption id="attachment_97537" align="alignnone" width="950"]
Arbus, Pratza de sa Panga, foto di Giampietro Sardu[/caption]
La sensazione e ciò che si evince è che questa crisi sia in parte nata al di fuori delle sedi istituzionali. Almeno questo sembra di capire sia dalle dichiarazioni rilasciate da numerosi esponenti della ex maggioranza sia da quello che emerge nelle tantissime discussioni che si susseguono sui social e nelle strade e piazze del paese che coinvolgono anche semplici cittadini sicuramente fortemente preoccupati da questo improvviso “stop amministrativo”.
La fine anticipata della Consiliatura non è un fatto nuovo per il Comune di Arbus che già nel 2004, per l’esattezza il 3 agosto del 2004 con l’allora Sindaco Antonello Dessì, aprì le porte a un Commissario Prefettizio rimasto in carica nove mesi fino al rinnovo del Consiglio Comunale avvenuto a maggio del 2005 .
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