Assistenza sanitaria a domicilio: la scommessa di un giovane infermiere


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>Si chiama Ivan Porceddu, ha 26 anni, è di Furtei e svolge in modo abbastanza originale l’attività di infermiere. Il suo sogno è sempre stato quello di cimentarsi in questa professione, tuttavia intraprenderla non è stato facile visto che per diverse volte, a causa degli esigui posti riservati a chi vuole iscriversi al corso di laurea in Scienze Infermieristiche, ha più volte dovuto rimandare l’iscrizione, salvo finalmente accedervi attraverso il test d’ingresso nell’Università di Genova per poi terminare gli studi a Cagliari dopo richiesta di trasferimento. «Volevo a tutti i costi specializzarmi in questa professione - spiega Ivan - e alla fine dopo alcuni tentativi ce l’ho fatta. Terminati gli studi mi sono guardato intorno e, anziché fare le valigie come succede alla stragrande maggioranza dei miei colleghi, ho deciso di sfruttare le possibilità che mi avrebbe potuto dare il territorio. Mi sono quindi attivato per crearmi un lavoro autonomo». E quali potrebbero essere le situazioni più congeniali in una provincia come quella del Medio Campidano? Mettersi in gioco come lavoratore autonomo da queste parti è spesso considerato più come un azzardo che non come una concreta possibilità. Eppure, se ci pensiamo bene, quelle che spesso sono considerate criticità possono, in alcuni casi, trasformarsi in punti di forza: a spiegarci come è lo stesso Ivan Porceddu: «Il nostro è un territorio con una popolazione sempre più anziana, ha infrastrutture e trasporti fermi a decenni fa e soprattutto un sistema sanitario con i centri ospedalieri che, per ragioni economiche, cercano di ridurre al minimo il numero di degenze. Ho quindi preso spunto da ciò che si fa in altre realtà: ho regolarizzato la mia professione dal punto di vista fiscale e mi sono cimentato nell’attività di operatore sanitario. In sostanza svolgo la mansione di infermiere a domicilio operando a trecentosessanta gradi verso chiunque abbia bisogno di assistenza sanitaria». Fra i servizi che vengono svolti da Ivan ve ne sono parecchi: prelievi di sangue, consegna dei referti, sostituzione di cateteri, desuturazioni, oltre che tutte quelle operazioni di assistenza che spesso un utente non riesce a svolgere o perché incapacitato o ancora perché non ha al proprio fianco una persona esperta in determinate mansioni. «Che io sappia - conclude Ivan Porceddu - questo tipo di figura professionale non è diffusa nel Medio Campidano, mentre in altre realtà conosco qualcuno che si sta muovendo in questa direzione. Al momento sono in una fase iniziale del mio progetto, ho già alcuni pazienti ed opero in un raggio di circa sessanta chilometri da Furtei. Oltre all’aspetto economico ci tengo a far sapere che per me questo lavoro è principalmente una missione, che faccio col cuore infatti sin da piccolo ho sempe avuto la vocazione per quest’attività». Simone Muscas 10fo- furtei  ivan porceddu

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