Frutto di una ricerca condotta negli anni ‘80 da parte del gruppo di Samatzai e conservata nell’archivio dell’associazione, verranno proposti al pubblico i ricordi di un tempo, i primi del secolo scorso, attraverso immagini e suoni, in modo particolare quelli delle launeddas, sulla base delle testimonianze dei diretti protagonisti che, nei balli dell’epoca, si esprimevano per la conoscenza reciproca in una forma efficace di socializzazione.
La voce narrante è quella di Antonio Putzolu, danzatore esperto che da giovane – nel ruolo della tzerachia - organizzava tali iniziative con il coinvolgimento di strumentisti e appunto, ballerini.
Per la manifestazione interverranno Tonino Leoni in qualità di relatore e Cristiano Cani, esperto nell’interpretazione e riproposizione delle tradizioni popolari. Durante la serata si parlerà inoltre di un suonatore dei launeddas, il serramannese Francesco Piga.
Al nome di quest’ultimo è legata una particolare curiosità. Vi sono testimonianze bibliografiche secondo le quali nel 1911, trovandosi nella Capitale per un raduno di musicisti, durante un’esecuzione incontrò un medico fisiologo, tale Baglioni che su di lui svolse alcuni esami con strumenti accurati al fine di realizzare un’indagine scientifica riguardante il particolare processo respiratorio messo in atto per ottenere l’inconfondibile suono continuo nel più classico degli strumenti a fiato della nostra Isola.
Giovanni Contu
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