La Fondazione Barumini Sistema Cultura ha portato all’appuntamento di Firenze la sua consolidata esperienza di modello di gestione della Reggia nuragica da oltre 10 anni, cui nel tempo ha saputo ampliare il ventaglio dell’offerta culturale, sviluppando un progetto di rete che ha permesso di inglobare anche il Polo Museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia, il Centro culturale Giovanni Lilliu e la Scuola di scavo e restauro archeologico, portandolo alla conoscenza degli oltre 13 mila visitatori del capoluogo toscano. Un’attività di tutela, conservazione, accoglienza e visita guidata ai siti, alla quale è stata integrata l’offerta culturale attraverso la realizzazione di mostre, eventi, manifestazioni, laboratori didattici, attività di studio, ricerca e divulgazione, e differenti attività di promozione turistica a livello regionale, nazionale e internazionale, che coinvolgono non solo Barumini ma l’intero territorio della Marmilla e Medio Campidano.
Durante tutta la manifestazione si sono trovate a confronto anche istituzioni, esperti archeologici, giornalisti da tutta Europa e personaggi di spicco del panorama culturale nazionale e non solo, come il divulgatore Alberto Angela, il critico e storico d’arte Philippe Daverio, il critico Vittorio Sgarbi, l’archeologo Andrea Carandini, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e Susy Blady. “L’enorme potenziale ricaduta in termini culturali ed economici che il turismo può generare su piccole realtà, e che le amministrazioni pubbliche hanno il dover di intravedere, cogliere e tradurre in termini concreti, ha prodotto importanti risultati alla nostra Fondazione, nella quale lavorano 55 dipendenti a tempo indeterminato cui si aggiungono 10 collaboratori stagionali e alcuni tirocinanti” afferma il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu. Questo è il turismo culturale che appunto genera sviluppo, ricadute economiche e occupazionali.
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