Barumini protagonista al “Salone Internazionale dell’Archeologia e dei Beni Culturali” di Firenze


di Carlo Fadda È stato un autentico successo la partecipazione della Sardegna e in particolare di Barumini con la Fondazione Barumini Sistema Cultura, al “Salone Internazionale dell’Archeologia e dei Beni Culturali” organizzato dalla rivista Archeologia Viva diretta da Piero Pruneti, che si è tenuto al Palazzo dei Congressi di Firenze. Tre giornate ricche di convegni, laboratori didattici, workshop, mostre e spazi espositivi, con al centro le bellezze storico-culturali dell’Isola denominata “Sardegna museo a cielo aperto” curati dall’editore Carlo Delfino, col patrocinio della Regione Sardegna, le Soprintendenze archeologiche isolane e dal Dipartimento di storia dell’Università di Sassari. TourismA2019 rappresenta uno degli appuntamenti più importanti nel panorama nazionale ed europeo per il turismo archeologico e culturale, perché mette in contatto appassionati e turisti con gli studiosi e operatori del settore per promuovere le bellezze nazionali, e Barumini è stato il fiore all’occhiello nel panorama isolano, con il suo sito il nuraghe Su Nuraxi patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1997, uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo, visitato ogni anno da quasi 130 mila turisti. La Fondazione Barumini Sistema Cultura ha portato all’appuntamento di Firenze la sua consolidata esperienza di modello di gestione della Reggia nuragica da oltre 10 anni, cui nel tempo ha saputo ampliare il ventaglio dell’offerta culturale, sviluppando un progetto di rete che ha permesso di inglobare anche il Polo Museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia, il Centro culturale Giovanni Lilliu e la Scuola di scavo e restauro archeologico, portandolo alla conoscenza degli oltre 13 mila visitatori del capoluogo toscano. Un’attività di tutela, conservazione, accoglienza e visita guidata ai siti, alla quale è stata integrata l’offerta culturale attraverso la realizzazione di mostre, eventi, manifestazioni, laboratori didattici, attività di studio, ricerca e divulgazione, e differenti attività di promozione turistica a livello regionale, nazionale e internazionale, che coinvolgono non solo Barumini ma l’intero territorio della Marmilla e Medio Campidano. Durante tutta la manifestazione si sono trovate a confronto anche istituzioni, esperti archeologici, giornalisti da tutta Europa e personaggi di spicco del panorama culturale nazionale e non solo, come il divulgatore Alberto Angela, il critico e storico d’arte Philippe Daverio, il critico Vittorio Sgarbi, l’archeologo Andrea Carandini, il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e Susy Blady. “L’enorme potenziale ricaduta in termini culturali ed economici che il turismo può generare su piccole realtà, e che le amministrazioni pubbliche hanno il dover di intravedere, cogliere e tradurre in termini concreti, ha prodotto importanti risultati alla nostra Fondazione, nella quale lavorano 55 dipendenti a tempo indeterminato cui si aggiungono 10 collaboratori stagionali e alcuni tirocinanti” afferma il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu. Questo è il turismo culturale che appunto genera sviluppo, ricadute economiche e occupazionali.

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