>La simbiosi è straordinariamente perfetta: lei ama l’atletica, l’atletica non può fare a meno di lei. A dimostrarlo i numeri , le performance e il palmares di tutto rispetto che in poco più di quattro anni di attività “professionistica” hanno fatto di Cinzia Meloni nel cross, nel fondo e nel mezzofondo isolano, ma non solo, un’atleta di primo piano. Lo dice la Fidal attraverso classifiche e statistiche, lo confermano gli addetti ai lavori che hanno inserito Cinzia Meloni con pieno merito nella top delle difficili e faticose specialità. Proviamo a raccontarla con semplicità e naturalezza la storia di questa ragazza nata a Gonnosfanadiga, sposata con Alessandro, con l’hobby della montagna e dell’arrampicata sportiva praticata fino a qualche anno fa ad un buon livello agonistico e cresciuta caratterialmente con la filosofica complicità della “determinazione e ostinazione”, tratti salienti di una forte personalità non solo sportiva che, come ammette la stessa atleta, «mi hanno forgiato e permesso di raggiungere traguardi davvero importanti». Tanti i podi, tanti i riconoscimenti, tanti i piazzamenti e i trofei portati a casa. Tesserata con l’Atletica Podistica San Gavino, Cinzia Meloni appena qualche settimana fa si è laureata a Sassari campionessa regionale di cross negli 8.000 metri, traguardo prestigioso che va ad arricchire ulteriormente la sua personale bacheca già impreziosita dai tre titoli consecutivi di campionessa regionale di Trial ottenuti nel 2013, 2014 e 2015 a Isili nel Trial Running Sarcidano. Nel 2015 oltre al Trial e grazie ad una lunga teoria di podi e piazzamenti di rilievo per Cinzia Meloni regna l’abbondanza: il 7° posto assoluto e prima nella sua categoria alla corsa dei Santi a Roma, il podio quale 3° assoluta e 1° italiana nella mezza maratona di Uta e ancora primi posti assoluti nelle kermesse di Serdiana, Tonara, Alghero, Pardu Nou e Orani. «Anche se il risultato di maggior prestigio», ammette con un pizzico di giustificato orgoglio, «è stata la medaglia di bronzo ai campionati europei master categoria SF40 nei 10 km su strada con il tempo di 37’45" e nella stessa gara la medaglia d’oro a squadre ottenute con la maglia azzurra della nazionale italiana». Nulla però arriva per caso. Tutto va rigorosamente pianificato, cosa che l’atleta cura con una certa minuziosità in perfetta sintonia con il suo allenatore Antonello Podda. Soddisfazione e sacrifici, alla fine cosa prevale? «Abbiamo dei programmi di allenamento da rispettare e in base a quelli ci organizziamo al meglio. Mediamente dedico alla preparazione fisica, corsa talvolta con aggiunta di palestra, dalle 2 alle 4 ore al giorno. Per me però non si tratta di sacrifici. Solo una grandissima passione per questa straordinaria disciplina bella, faticosa ma anche gratificante, dalla quale nasce continuamente la voglia di mettersi in gioco». Oltre l’atletica, quali altre passioni? «Confermo fortissimamente la montagna e l’arrampicata, accudire i miei cani, fare qualche viaggio e quando è possibile praticare lo sci. Il tutto nel rispetto perfetto del menage familiare dal momento che Alessandro, mio marito, anche lui sportivo e forte triathleta, ha le mie stesse passioni». L’atletica leggera sia in ambito nazionale che regionale non gode attualmente di buona salute. Quali le problematiche? «Con ogni probabilità per svolgere e far conoscere l’atletica servirebbero più impianti e di maggiore qualità. E magari anche qualche attenzione in più da parte dei mass media. Oggettivamente esistono però anche difficoltà economiche attualmente non facilmente superabili». Siamo oramai in vista del traguardo: gentilezza, cortesia , umiltà e grande disponibilità in aggiunta alla determinazione e ostinazione, suo miglior ‘pregio’ suo peggior ‘difetto’, fanno guadagnare ancora una volta a Cinzia Meloni il gradino più alto del podio. Gianni Vacca
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