Coldiretti accusa: “La Regione ha abbandonato i pastori”.


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>È passato più di un mese dalla manifestazione indetta dalla Coldiretti per la vertenza sul prezzo del latte. Ad oggi non è stato preso nessun provvedimento in merito. La denuncia fatta da Coldiretti in un comunicato ufficiale non lascia spazio a dubbi: la politica regionale è schierata dalla parte dei trasformatori. «Il voto del 23 febbraio della Commissione Bilancio, in cui hanno destinato 14 milioni di euro per il ritiro del Pecorino romano, è chiara e palese volontà della Regione di ignorare i pastori e pensare solo ai trasformatori», si legge nella nota. Il vertici della Coldiretti, Battista Cualbu e Luca Saba sostengono di essere insoddisfatti di una politica di parte, convinti che la Giunta avrebbe dovuto far fronte comune e pretendere dal Governo centrale di integrare le risorse per il bando degli indigenti con somme proprie, destinando i fondi regionali direttamente ai pastori, la vere e sole vittime di questa crisi.

[caption id="attachment_11676" align="alignnone" width="450"]Agricoltori, pastori e pescatori in piazza con i trattori per protestare contro la crisi del comparto, Cagliari, 1 febbraio 2017. In migliaia davanti al palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari per il corteo, organizzato da Coldiretti, diretto alla sede del Consiglio regionale in via Roma dove, nel pomeriggio, sarà discussa dall'Aula la risoluzione votata in commissione Attività produttive sulla crisi del settore. Fra i motivi scatenanti della protesta il prezzo del latte sceso a 0,60 centesimi al litro. ANSA Agricoltori, pastori e pescatori in piazza con i trattori per protestare contro la crisi del comparto, Cagliari, 1 febbraio 2017. In migliaia davanti al palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari per il corteo, organizzato da Coldiretti, diretto alla sede del Consiglio regionale in via Roma dove, nel pomeriggio, sarà discussa dall'Aula la risoluzione votata in commissione Attività produttive sulla crisi del settore. Fra i motivi scatenanti della protesta il prezzo del latte sceso a 0,60 centesimi al litro. ANSA[/caption]

«Ancora una volta», spiega Cualbu nel comunicato «c’è una parte della filiera che guadagna e una che paga. Le colpe della crisi, come dimostrano i fatti, sono solo di una parte. Di quella che non ha saputo programmare producendo più Romano, la stessa che oggi si porta a casa anche i soldi pubblici. E presto guadagnerà il doppio, visto che sta producendo poco Pecorino romano -34,35%. Dall’altra, i pastori sono stati accusati falsamente per un anno di produrre troppo latte e poi costretti a pagare gli errori degli altri con un prezzo da miseria, lontano dai costi di produzione. E visto e considerato che si è deciso di proseguire su questa direzione, la Giunta e il Consiglio regionale dovranno garantire in primis le ricadute economiche ai pastori: il bando degli indigenti e tutte le iniziative devono essere condizionate ad un aumento certo del latte. No alle speculazioni: i soldi del bando devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per ritirare il Pecorino da chi l’ha prodotto. Sarebbe immorale comprare Pecorino da chi l’ha acquistato a prezzi stracciati dalle cooperative in difficoltà economiche che si ritroverebbero a venderlo a prezzi più alti, in modo tale da non  permettere a nessuno di speculare sulle spalle degli indigenti». Fa discutere anche il recente dietrofront del Ministro delle Politiche Agricole Martina, che si è rimangiato la promessa di destinare per il bando indigenti a favore del Pecorino romano una parte rilevante dei 14 milioni di euro allora disponibili, destinando così soltanto 3,5 milioni, somma ben lontana da quella ipotizzata e promessa. Un sussulto sembrerebbe partire finalmente anche dalla Regione, il neo assessore all’agricoltura Pier Luigi Caria ha fissato per il prossimo 15 marzo un incontro a Roma con il Ministro per ribadire la posizione della Regione e spiegare la difficoltà che tutto il comparto ovicaprino sardo sta affrontando a causa del deprezzamento del Pecorino romano e quindi del pagamento del latte ai nostri pastori. Intanto la Coldiretti ha perso la pazienza e annuncia che presto scenderanno di nuovo in piazza con azioni ancora più forti.

Stefano Cruccas

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