Collinas, Antonio Marcias memoria storica della comunità


di Antonio Corona
  Antonio Marcias, per chi lo conosce Tonino, ultraottantenne, rappresenta la memoria storica della comunità collinese. Non è tanto o  solo memoria orale tramandata dal passato, come evidenzia la partecipazione al programma "Sentidu" di Gian Luca Medas per l'emittente sarda Videolina. Antonio è memoria per immagini della storia di Collinas almeno degli ultimi quarant'anni. È sempre presente con la sua immancabile telecamera a tutti gli eventi proposti dalle istituzioni, dai gruppi e associazioni e da privati cittadini: feste e sagre, cerimonie liturgiche e paraliturgiche, convegni, incontri, presentazione di libri, esposizioni, manifestazioni culturali. Tutto viene ripreso dalla sua onnipresente telecamera, messo in memoria e in archivio. Tutto viene fatto come servizio. Gli abbiamo rivolto qualche domanda. Come  è nata questa sua passione per la ripresa con la telecamera, raramente con la macchina fotografica. Perchè si è preso quest'impegno così importante ma anche così gravoso? «Avevo una grande passione per l'elettronica. Senza aver fatto studi o corsi, da autodidatta, mi dedicavo a smontare e  riparare televisori e apparecchiature varie. Così mi sono   avvicinato intorno agli anni 80 anche alla telecamera. Ho acquistato una telecamera VHF e cassette relative. Mai avrei pensato di raggiungere questi traguardi. Ho cominciato con fatica ma con impegno e tenacia e quando mi assumo un compito lo porto avanti. Certo con il tempo e con le innovazioni tecnologiche ho adeguato gli strumenti, ma i risultati si ottengono con l'impegno e il sacrificio costanti». Ha avuto modo la comunità in questi anni di rivedere immagini di avvenimenti ed eventi del passato che lei ha ripreso e nei quali si evidenzia il tempo che passa, gli stili di vita che cambiano e le persone che non ci sono più? «Nelle serate estive spesso ricaviamo degli spazi per le proiezioni in piazza, di fronte ad un pubblico numeroso ed interessato. Riprendono così vita avvenimenti relativi alla comunità, registrati molti e molti anni prima. Rivivono così luoghi e persone che spesso non ci sono più ma che rimangono fissate nelle immagini che la tecnologia consente di conservare e riproporre. È un modo per fare memoria, per curare il senso di appartenenza ma è anche un modo per far conoscere ai più giovani tradizioni, usanze e momenti di vita di un  passato più o meno lontano». Oltre alla telecamera lei mette in campo anche le competenze maturate nel settore dell'edilizia, come tecnico elettricista, impiantista, idraulico etc. «Sono molteplici le occasioni in cui necessitano figure professionali specifiche. L'allestimeno del monumentale presepio storico è una di queste occasioni, ma anche il presepio vivente e insieme la rappresentazione storica della passione e morte di Gesù. Fin dall'inizio, ho cercato di dare il mio contributo non solo per le riprese ma anche per il complessivo allestimento: scenografie, registrazione dei dialoghi in lingua sarda, musiche della colonna sonora. Questo vale anche per "s'iscravamentu", reintrodotto dal compianto don Fiorenzo Pau al suo rientro a Collinas come amministratore parrocchiale. La festa di Santa Maria Angiargia, inoltre, ha per me un significato del tutto particolare. Non sono mai mancato se non raramente e per gravi motivi di salute. Per la festa di Santa Maria tutto, ogni anno, è fissato nelle immagini: le strade imbandierate, il cocchio trainato dal giogo di buoi, i sacerdoti che si sono avvicendati in questi ultimi decenni, gli amministratori pro tempore, il gruppo folk con l'abito della tradizione, i confratelli, i carabinieri in grande uniforme un tempo a cavallo, le associazioni parrocchiali, le prioresse che cantano il santo rosario in sardo e i suonatori di launeddas. Anche in questa occasione oltre che effettuare le riprese ho cercato di dare sempre una mano d'aiuto per tutto ciò che si rende necessario: coreografie, luci, impianti sonori etc» Che utilizzo vorrebbe fosse fatto in un lontano futuro di questo ingente e significativo archivio nel quale sono ripresi luoghi, persone e cose di questa comunità di Collinas? «Come appassionato cultore delle tradizioni, della storia, della cultura del mio paese, nel mio piccolo ho cercato di mettermi al servizio della comunità. Ho trovato grandi soddisfazioni in questo campo e insieme senso di gratitudine da parte della gente. Tra le tantissime riprese che ho effettuato,quelle a cui tengo maggiormente e che mi emoziano sempre sono le riprese dei bambini  della scuola materna che purtroppo è stata chiusa da qualche anno. Un'esperienza appagante e unica. Questo lavoro a tratti faticoso che ho fatto in tutti questi anni non deve essere disperso. Deve essere ben custodito, catalogato e messo a disposizione di quanti verranno dopo di noi. È memoria di questo paese di Collinas, è memoria di persone, luoghi e cose. È occasione di comparazioni tra passato e presente, ma può risultare utile anche per motivi di studio e di approfondimenti su varie tematiche». Per ultimo vorrei chiederlr: dalla sua esperienza di vita, maturata in tanti anni di lavoro, di impegno sociale, di disponibilità e collaborazione per la realizzazioni di eventi di grande respiro culturale, che cosa si sente di dire ai più giovani? «Ai più giovani vorrei suggerire di dare un po‘ del loro tempo alla comunità. Di rendersi disponibili per fare qualcosa anche per gli altri, per il paese. Vorrei dire di non mettere in un angolo feste, tradizioni, cultura e neppure la lingua locale come abbiamo sempre cercato di fare attraverso i grandi eventi collinesi. Vorrei dire di mettersi in gioco e di confrontarsi, come ho fatto io, con le nuove tecnologie e anche con la telecamera e pian piano con la costanza potranno raggiungere risultati sorprendenti».

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