Compiti a casa: indispensabili o inutili?


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>È Cominciato un nuovo anno scolastico. Dopo i primi giorni dedicati a ritrovarsi e riprendere confidenza con compagni e insegnanti vecchi e fare conoscenza con quelli nuovi, per per gli alunni e, spesso, per le loro famiglie, comincia il dramma dei compiti. Ovviamente, la questione non si presenta uguale per tutti. L'amore o l'odio per i compiti a casa, dipende sicuramente dal tipo di esperienza scolastica che si vive o che si è vissuta in passato, dalla quantità degli esercizi da fare e da quanto si è appreso in classe. Per molti insegnanti, genitori e anche scolari, i compiti a casa sono indispensabili, altri, convinti che siano inutili, li abolirebbero totalmente. Il gruppo facebook “Basta compiti!", fondato dal dirigente scolastico Maurizio Parodi, già da alcuni anni grida la sua protesta contro i compiti a casa con una petizione online che conta, per ora, più di 25.000 firmatari.

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Per l'anno scolastico 2017/18, sull'onda di questa protesta e prendendo spunto dal metodo scolastico finlandese, 166 classi italiane sperimenteranno un progetto per imparare a scuola, senza compiti a casa. E a Serramanna, quali sono i punti di vista su questa spinosa questione? «Ben vengano i compiti a casa,» dice una mamma interpellata sull'argomenti «mia figlia ne ha sempre avuti tanti e secondo me le sono serviti tantissimo! Rappresentano la continuità del lavoro svolto a scuola e un ottimo esercizio! Visto le riforme che la scuola sta decidendo di attuare, atte a minimizzare tutto il percorso scolastico, facciamoli lavorare quando possono almeno la scuola sfornerà un po' meno asini!»

3c Un'altra, invece, racconta  «Le insegnanti della mia bambina (oggi in classe quarta nella scuola primaria) non hanno mai dato i compiti il sabato e per il resto dei giorno sempre pochi (compiti a casa) perché lavorano tanto durante le lezioni giornaliere. La bambina lavora bene ed è soddisfatta.» Un'altra pensa che «Equilibrio è la parola d'ordine, senza esagerare vanno benissimo. Attenti! I bambini non devono odiare la scuola, ma amarla. Devono avere il tempo di avere passioni e interessi oltre la scuola.» Altri genitori, aggiungono «Non trovo giusto caricarli di compiti per il lunedì perché la domenica dovrebbe essere di riposo e di gioco per stare sereni con la famiglia...senza contare che ci sono anche quelli del catechismo che proprio abolirei.» «Basta organizzarsi, si possono fare i compiti, giocare con gli amici, fare Sport, catechismo, i più piccoli devono essere guidati dai genitori, ma secondo me i compiti a casa sono irrinunciabili.» «Sono contraria ai compiti a casa per vari motivi. In primis ho visto tante mamme farli loro al posto dei figli: meglio essere valutati a scuola!I miei ormai sono grandi però sono contraria: i compiti a casa no!» «I compiti a casa dovrebbero servire a capire se l'alunno ha capito ciò che si è spiegato a scuola...l'importante è che vengano svolti dagli alunni e non dalle mamme sedute a fianco...»

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«Alle elementari ho avuto una maestra che ci ha tartassati. Tutti i giorni, durante le vacanze natalizie e pasquali era un incubo...Credo di essere stata fortunata perché mi piaceva tanto...comunque il massimo del rendimento scolastico era quando ci venne proposto il lavoro di gruppo, tutto veniva svolto in un clima di gioco.»

«Meno compiti a casa! Escono da scuola e devono iniziare quelli per casa. Esagerati, senza riguardo!»

«Quando mia figlia andava alle elementari, abbiamo vissuto un vero incubo: lei voleva giocare e invece la lista dei compiti da fare la impegnava per tutta la sera! Anche la domenica, il tempo che la nostra famiglia poteva trascorrere insieme, magari semplicemente andando a far visita ad amici o parenti, era gestito dalla maestra... I giochi spensierati che mia figlia non ha fatto perché doveva scrivere frasi e pensierini che, quasi sempre, inventavo io, non torneranno più...» «Mia figlia fa orario prolungato e compiti a scoppio tutti i giorni....lei sclera io di più....Dopo 8 ore di lezione ancora compiti è inammissibile. I compiti dovrebbero farli dopo la mensa, invece fanno lezione e i compiti a casa.»

«Compiti? Con equilibrio...impensabile che dopo 5 ore di scuola ne debbano fare altre cinque di compiti...l'istruzione è importante, ma si deve avere il tempo di fare tutto!»

«I compiti a casa sono irrinunciabili,senza esagerare!»

Un alunno di seconda media interviene con il suo parere «I compiti sono molto istruttivi , però sono eccessivi, così a volte non si riesce ad avere tempo per dedicarsi allo sport. Creando una confusione emozionale, che si vorrebbe far tutto e seguire tutto, ma alle volte, si sta in uno stato di confusione e delusione per il non riuscirci.»

Infine, anche una mamma/insegnante, racconta la sua esperienza «Da mamma e da docente: i compiti devono essere somministrati per verificare la comprensione degli argomenti spiegati a scuola, per esercitare particolari abilita' o per memorizzare le conoscenze. Il tutto tenendo conto che il bambino o ragazzo ha già dedicato cinque ore della sua giornata a tale attività. Quindi sono per i compiti che sono necessari ma non per somministrazioni di prove tipo otto problemi, quaranta frasi etc. che sembrano più rivalse dei docenti su cosa poi non saprei!!! Nella mia esperienza alla primaria con tempo prolungato, compiti a scuola insieme e dopo liberi di giocare. Giusto una lettura di qualcosa scelto dai ragazzi. Se poi devo parlare delle superiori... beh, qui c'è da chiedersi quali compiti? Si dovrebbe studiare ma il 60% degli allievi non capisce cosa sia lo studio, quello vero. Per cui a volte penso che se i ragazzi vengono tartassati troppo da piccoli poi perdono l' interesse e la motivazione alla conoscenza. Vien meno la curiosità, lo spirito di confronto, discussione e il punto di vista propositivo che spinge a ulteriori approfondimenti. Questo il mio umile pensiero, forse non condivisibile da tutti, ma per mia esperienza personale posso dire che a volte va proprio cosi. Personalmente, ho sempre cercato di lavorare bene in classe, prestando attenzione ai ritmi e tempi di assimilazione. Ho favorito spesso il lavoro di gruppo che coinvolge maggiormente e responsabilizza i ragazzi. Ma è anche vero che dipende dal contesto classe, e da altri fattori. Però, credetemi, lavorare alla primaria dopo la scuola superiore e' bellissimo. Almeno si può far lezione, cosa non sempre possibile con classi problematiche delle superiori. Visto che ci sono auguri a docenti ragazzi e genitori tutti coinvolti nell'attività scolastica!»

Che sia giusto o sbagliato assegnare compiti a casa, una cosa è certa: i pareri sono tanti e divergenti e, accontentare tutti, impossibile. L'augurio per gli alunni, i genitori e gli insegnanti è che, questo nuovo anno scolastico, possa essere equilibrato, sereno e piacevole per tutti.

Francesca Murgia

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