Comuni montani, Arbus in piazza contro il Dpcm


Anche Arbus ha partecipato alla mobilitazione davanti a Montecitorio contro il nuovo Dpcm sui comuni montani che esclude 77 centri sardi dalla classificazione.
Comuni montani, Arbus in piazza contro il Dpcm

Il Comune di Arbus ha preso parte alla mobilitazione nazionale dei sindaci davanti a Montecitorio contro il nuovo Dpcm che ridefinisce l’elenco dei comuni montani, escludendo numerosi territori storicamente riconosciuti come aree interne e svantaggiate.

La protesta nasce in risposta al decreto attuativo collegato alla legge 131/2025 sulle zone montane, che avvia il percorso di applicazione delle nuove norme per il riconoscimento e la promozione dei territori montani. Secondo i sindaci mobilitati, il nuovo impianto rischia però di penalizzare decine di comunità locali già segnate da spopolamento, carenze infrastrutturali e riduzione dei servizi essenziali.

Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni provenienti da tutta Italia. Per la Sardegna era presente anche Arbus insieme ad altri comuni dell’Isola coinvolti dal provvedimento governativo. A coordinare il confronto tra le amministrazioni sarde è il Comune di Dorgali, promotore di una rete istituzionale che punta a costruire una posizione condivisa tra i territori esclusi dalla nuova classificazione. In Sardegna sarebbero infatti 77 i comuni cancellati dall’elenco dei comuni montani.

Tra le principali preoccupazioni espresse dagli amministratori locali ci sono le possibili ricadute sull’accesso ai finanziamenti dedicati, compreso il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, sugli incentivi economici e sulle politiche di sviluppo locale. Timori anche per le conseguenze sulle agevolazioni fiscali e sui premi comunitari destinati ad agricoltori e allevatori.

Una delegazione composta da un sindaco per ogni Regione è stata ricevuta a Palazzo, dove è stata avanzata la richiesta di sospendere gli effetti del Dpcm del 18 febbraio 2026 e reintegrare i comuni esclusi nella classificazione montana.

La mobilitazione proseguirà nelle prossime settimane con un tavolo operativo tra i comuni sardi coinvolti. L’obiettivo è elaborare un documento condiviso con osservazioni, criticità e proposte di modifica al decreto, da inserire nel dossier nazionale elaborato insieme agli altri enti locali impegnati nella vertenza.

I sindaci chiedono infine al Governo la revisione dei criteri adottati e l’apertura immediata di un confronto istituzionale con i territori interessati, ribadendo la necessità di tutelare le comunità delle aree interne e garantirne la sostenibilità economica e sociale.

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