Operaio Keller al lavoro Foto Simone Nonnis[/caption]
La classifica attribuisce valori più elevati alle regioni con una maggiore pressione della burocrazia sulle imprese e dove sono più carenti le tutele dei diritti delle realtà produttive in campo civile e tributario, le condizioni di accesso ai servizi, l’efficienza delle imprese che gestiscono servizi pubblici locali. «Il “Burosauro”, nonostante le buone intenzioni di ogni Governo, nazionale o regionale appena insediato», prosegue Matzutzi, «da sempre ha trovato in Italia l’habitat ideale per sopravvivere e rigenerarsi anche attraverso l’accrescimento e la moltiplicazione delle competenze delle Amministrazioni, degli Enti e di ogni pubblico ufficio. A queste problematiche poi si aggiunge la “burocrazia difensiva”, ovvero la paura di sbagliare di un funzionario, dirigente o dipendente di fronte all’interpretazione di una norma, che di fatto blocca o rallenta tutto». Solo pochi anni fa, un calcolo dell’Osservatorio sulla burocrazia di Confartigianato, stimò in quasi 31 miliardi di euro il costo della burocrazia sopportato dalle imprese italiane equivalenti a 2 punti di Pil. «Questo peso nel nostro Paese è molto più elevato rispetto alla media dei Paesi dell’Unione europea», rimarca il presidente Matzuzi, «analisi confermata anche dai dati di Eurobarometro della Commissione europea che evidenzia come nel 2017 la complessità delle procedure amministrative sia stata ritenuta un problema nell’attività dell’azienda dall’84% degli imprenditori in Italia, oltre venti punti superiore al 60% della media Ue». Sulla complessità degli adempimenti burocratici e la conseguente incertezza nello svolgimento dell’attività di impresa, pesa l’enorme mole di leggi nel nostro Paese. Una ricerca in “Normattiva”, il portale della legge vigente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, evidenzia che al 6 giugno 2018 sono vigenti 136.987 atti normativi pubblicati negli ultimi cento anni, dal 6 giugno del 1918. A tal proposito va evidenziato come l’Indice Confartigianato della Burocrazia mostra una forte correlazione negativa con il Pil pro-capite a valori correnti associando un maggiore peso della burocrazia alle regioni - fenomeno prevalente in quelle meridionali - con un minore reddito per abitante e generando una spirale di burocrazia e bassa crescita. «Di leggi anti-burocrazia ne esistono anche troppe», conclude Matzutzi, «e bisogna soltanto applicarle, farle rispettare, controllarne l’effetto e verificare il risultato percepito dalle imprese. Non c’è bisogno di fare nuove leggi, bisogna solo far funzionare quelle che esistono anche potenziando le competenze e l’“orientamento all’utente” dei funzionari pubblici. Insomma, per abbattere questo mostro bisogna semplificare la semplificazione».
Gian Luigi Pala
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