Crisi idrica e invasi abbandonati


more
>Da quando la gestione dell’approvvigionamento idrico è passata ad Abbanoa, gli invasi di Is Mulinus sono abbandonati a se stessi. Un’opera che dovrebbe essere recuperata. Le possibilità ci sono. Con il bando “Baddhe” la Regione ha messo a disposizione dei Comuni finanziamenti per “Interventi di recupero e di riqualificazione paesaggistica di aree degradate”. Il bando consente interventi in aree dismesse di attività pubbliche, eccezion fatta per le aree minerarie. Negli anni ‘90 il Comune di Guspini acquisì al patrimonio pubblico un’area degradata nelle vicinanze del rio Terramaistus, dove realizzò due invasi artificiali per l’accumulo delle acque di falda, con una capacità di circa 200 mila metri cubi. La loro costruzione permise di assicurare l’acqua tutto l’anno. Erano anni di forte siccità, la Sardegna era costantemente soggetta alla carenza di acqua potabile e in tutti i comuni si attuavano le chiusure programmate dell’acquedotto. Quelli più fortunati riuscivano ad avere l’acqua a giorni alterni, altri dovevano farsi buone scorte perché nel migliore dei casi l’avevano due o al massimo tre giorni a settimana. Guspini non era da meno anche se riusciva, con la chiusura notturna, a mantenere una certa regolarità nell’erogazione, ma nella parte finale dell’estate, quando questa si prolungava con temperature ancora sostenute, era inevitabile il ricorso a giorni alterni. Con il primo invaso del 1993 di 90 mila metri cubi i problemi si ridussero e poi si risolsero con la costruzione di un secondo invaso e così Guspini dal 1998 si affrancava dal gravoso problema, ponendosi fra i pochissimi comuni sardi che potevano contare su una distribuzione di acqua potabile 24 ore su 24. Con l’avvento del gestore unico Abbanoa anche Guspini, nel settembre 2006, cede impianto di potabilizzazione, condotte e depositi al nuovo ente, compresi i due invasi che vengono da subito abbandonati perché il nuovo gestore utilizza la propria rete con l’apporto di acque provenienti dal bacino del Santu Miali. Considerato che la cessione di queste importanti infrastrutture è avvenuta in comodato d’uso, non sarebbe male che il Comune di Guspini ne richiedesse la piena disponibilità e presentasse un progetto sul bando “Baddhe” per recuperare alla fruizione pubblica il sistema di accumulo ed il contesto a ridosso del rio Terramaestus. Il recupero funzionale e ambientale potrebbe poi essere motivo di un bando pubblico di cessione a privati per farne una struttura produttiva e un’oasi sportiva di carattere stagionale. Altrimenti, visto che la legge nazionale sull’ambiente apre la possibilità anche ai comuni sardi che, pur essendo all’interno del gestore unico, hanno già gestito o ancora gestiscono la distribuzione, possiedono le fonti idriche, sono all’interno di un contesto ambientale di pregio e dimostrano di saper gestire con efficacia il servizio, Guspini potrebbe affrancarsi da “Abbanoa”, riprendendosi totalmente la gestione idrica. Tarcisio Agus 06fo- laghetto 2 06fo- laghetto 3 2

© Riproduzione riservata