Criticità Asl Sulcis / Asl Medio Campidano: dura presa di posizione della Cgil Sardegna Sud Occidentale


di Maurizio Onidi
  Scrivevamo il 2 agosto scorso su questo sito “Che la sanità sarda non fosse un’eccellenza l’abbiamo sempre saputo e soprattutto visto e toccato con mano, ora abbiamo la conferma impietosa dei dati  a seguito della recente pubblicazione del “Monitoraggio dei  Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” da parte del Ministero della Salute, relativi al 2021” che relegava la Sardegna nelle posizioni di coda , come si leggeva  nel sito della Fondazione Gimbe, diretta da Nino Cartabellotta e  pubblicato il 25 luglio 2023. A rafforzare ancora di più questo dato di fatto arriva la dura presa di posizione da parte della segretaria  della Camera del Lavoro Sardegna Sud Occidentale, Caterina Cocco e della segretaria generale Funzione Pubblica Monica Secci che in una lettera del 12 agosto inviata ai vertici della politica e della sanità regionale, denunciano lo stato di “sgretolamento della nostra sanità territoriale”. “La scrivente Organizzazione Sindacale denuncia alle istituzioni in oggetto e a tutta la popolazione della Sardegna Sud Occidentale l'emergenza sanitaria che i nostri territori stanno vivendo e che da circa tre anni, in concomitanza con la pandemia da Sars Covid -2, si è talmente aggravata che sembra aver preso una china irreversibile. L'emergenza pandemica sembra non aver insegnato niente a chi ha il potere organizzativo e decisionale, certamente, non è servita a migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro a danno dei lavoratori e di tutta la popolazione. In quest' ultimi anni abbiamo assistito allo sgretolamento della nostra Sanità Territoriale, in modo lento ma costante e efficace. Si è passati da due Asl autosufficienti dotate di unità operative e servizi di eccellenza ad una assenza completa di servizi e assistenza, declassando i propri presidi ospedalieri di categoria non definibili” si legge nella denuncia delle due dirigenti sindacali che di seguito puntualizzano “Per la Asl Sulcis le unità operative e i servizi soppressi sono in ordine cronologico: anatomia patologica, medicina nucleare, neurofisiopatologia; altri servizi depotenziati sono l'oculistica, l'otorino e la radiologia. L'emodinamica è passata da 24 a  7 ore, il pronto soccorso del Presidio Ospedaliero CTO è divenuto punto di primo intervento, ufficiosamente è chiusa la Rianimazione, la Chirurgia e la traumatologia del CTO, ciclicamente vengono chiuse le unità operative di Neurologia e di Urologia sempre causati dalla grave contrazione organica del personale. Sia per la Asl Sulcis che per il Medio Campidano il servizio commissioni mediche per l'invalidità ha avuto una battuta d'arresto rendendo ancora più lunga la lista di attesa per i pazienti che necessitano di tutte le tutele per il sostentamento durante e dopo la fase acuta della malattia. Per la Asl del Medio Campidano da mesi oramai gli interventi chirurgici in urgenza vengono garantiti da altri Presidi Ospedalieri compreso quello della Asl Sulcis la quale non riesce a gestire la propria di Urgenza Sanitaria Territoriale. Si è chiuso, ma solo sulla carta, il reparto Covid inaugurato nel 2022 presso il presidio del Sirai ma si è allestita un area all'interno della medicina del medesimo presidio destinata ai soli pazienti Covid. In teoria l'assistenza dei pazienti affetti dal virus dovevano essere quelli classificati a bassa intensità invece non si è mai smesso di ricoverare pazienti la cui assistenza non poteva di certo definirsi bassa. Nella giornata di ieri, veniamo a conoscenza della presenza di un nuovo focolaio, al di fuori dalla piccola area destinata ai pazienti Covid, nel presidio del Sirai che ha portato conseguenze importanti e dannose per gli operatori/e e pazienti tutti. A dispetto di ciò che si racconta riguardo il virus la verità è che lo stesso continua ad essere altamente infettivo e in assenza di una unità operativa dedicata, il rischio del contagio permane elevato. Tenuto conto dell'urgenza, l'azienda in queste ore sta provvedendo a concentrare i pazienti contagiati dal virus in un’unica area dedicata e trasferendo i restanti in altre unità operative. Questa operazione viene svolta dai pochi operatori che, considerato il periodo feriale operano in sofferenza, continuando a fare i salti mortali a causa della disorganizzazione aziendale e di tutto il Sistema Sanitario Regionale. La contrazione organica del personale persiste da tempo per cui non si accettano le solite scusanti: "siamo in emergenza".  Altro autore di questo disastro è il Sistema Regionale. La dismissione da parte della Regione delle strutture dedicate alla ricezione dei pazienti positivi preoccupa non poco tenuto conto del fatto che ad oggi permane un alta incidenza degli stessi. Se da un lato l'Azienda tenta di aprire 4 posti letto Hospice presso il presidio del Santa Barbara, dall'altro si fanno scappare i professionisti verso terre non lontane ma ben definite dal punto di vista lavorativo. Altro tasto dolente è la contrattazione di secondo livello la quale va a rilento. Come Asl Sulcis ci si posiziona ultimi a livello regionale creando un divario fra lavoratori dipendenti dello stesso sistema. Si continuano a perdere pezzi importanti all'interno dei blocchi operatori, si continua in barba al CCNL e alle sue clausole di salvaguardia a tutela del lavoratore a fare un uso spropositato della pronta disponibilità sovraccaricando gli operatori di tutte le professionalità, dai tecnici agli operatori sanitari. Lo stesso vale per la Asl del Medio Campidano, la contrazione organica del personale non permette il rispetto, oltre che dei CCNL anche della Sicurezza dei luoghi di lavoro, di conseguenza non garantisce la sicurezza degli stessi pazienti nonché della popolazione tutta. Già in passato la nostra organizzazione ha dovuto allertare il prefetto, la procura per la tutela della salute pubblica e gli stessi servizi di vigilanza per la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Come nel comunicato stampa precedente, da febbraio scorso, dove denunciavamo la nostra grande preoccupazione per la  chiusura della rianimazione, a oggi le nostre paure si sono palesate”. “Per l'ennesima volta chiediamo al Presidente della Regione  Cristian Solinas e all'Assessore della Sanità  Carlo Doria di intervenire immediatamente per il ripristino dei livelli minimi essenziali. Nella speranza di non essere costretti a trasferimenti fuori Regione non ci resta che gridare al disastro informando cittadini e istituzioni” è l’accorato appello e il grido di dolore che ancora una volta viene lanciato a tutela della salute dei cittadini.

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