Dibattito e preoccupazioni sul progetto di illuminazione della gradinata a Gonnosfanadiga


A Gonnosfanadiga il progetto di illuminazione della Gradinata ha acceso un forte dibattito sui social, dividendo i cittadini tra critiche e sostegno.

A Gonnosfanadiga il dibattito sulla "Gradinata", uno dei simboli del paese ai piedi del monte Linas, si è trasformato in pochi giorni in un vero e proprio caso pubblico, capace di dividere la comunità tra preoccupazioni, difese e richieste di chiarimento. 

Alcuni contestano difformità rispetto ai rendering e possibili interventi invasivi, altri invitano ad attendere i lavori conclusi. Il sindaco chiarisce la regolarità del progetto e annuncia un incontro pubblico per spiegazioni.

rendering e screenshot del post del sindaco andrea floris che ha acceso il dibattito sulla gradinata del colle san simeoneTutto è iniziato a novembre del 2025 quando, il sindaco Andrea Floris, ha pubblicato le immagini del rendering di quello che sarebbe dovuto essere il risultato finale dell'intervento. Negli ultimi giorni, sui social, dopo la pubblicazione di alcune immagini dei lavori in corso per la messa in sicurezza e l’illuminazione della storica scalinata che conduce alla Grotta, ne è nato un vero e proprio confronto, in alcune occasioni anche oltrepassando il limite del più elementare rispetto tra concittadini e senso di "sano confronto". L'uno attacca l'altro/a.

Il progetto, approvato in giunta e finanziato per complessivi 350 mila euro – di cui 100 mila dalla Regione e 250 mila dal Comune (scriveva il Sindaco alla fine del 2025) era stato presentato come un intervento di valorizzazione, con l’obiettivo di rendere la gradinata un punto di attrazione anche in chiave turistica e religiosa. Nei rendering diffusi inizialmente, tuttavia, alcuni cittadini hanno fatto notare difformità rispetto a quella che è oggi l'opera e intervento che si sta eseguendo: non comparivano elementi oggi visibili nel cantiere, come tubazioni e possibili gettate di cemento lungo i lati con tanto di casseforme già posizionate.

Da qui la scintilla che ha acceso la polemica. In molti, intervenendo online, hanno espresso disagio e amarezza, parlando di un’opera percepita come troppo invasiva rispetto a un monumento costruito con il lavoro e i sacrifici delle generazioni passate (realizzazione voluta grazie alla tenacia e fatica degli abitanti del luogo). La gradinata, per i gonnesi, non è solo una struttura: è memoria, identità, appartenenza. Proprio per questo, diversi cittadini hanno chiesto una revisione del progetto o, quantomeno, una sospensione dei lavori per approfondire le scelte tecniche.

cartello cantiere scalinata colle san simeoneAccanto alle critiche, però, si è sviluppato un fronte opposto che invita a non trarre conclusioni affrettate. Alcuni sottolineano come sia normale che un cantiere, nelle fasi intermedie, possa dare un’impressione negativa, destinata però a cambiare a lavori conclusi. Altri evidenziano come il paese abbia bisogno di interventi concreti e investimenti, lamentando una tendenza diffusa a contestare qualsiasi iniziativa.

Uno dei punti più discussi riguarda il coinvolgimento della popolazione. Molti cittadini ritengono che un’opera così simbolica avrebbe richiesto una maggiore condivisione preventiva, magari attraverso incontri pubblici o la pubblicazione dettagliata del progetto. Altri, invece, considerano impraticabile un coinvolgimento diretto su ogni decisione amministrativa, sostenendo che esistano sedi e procedure istituzionali già definite.

A intervenire ufficialmente è stato il sindaco Andrea Floris che, dopo "essersi sviluppate le fiamme e accesi i toni", ha cercato di riportare il confronto su un piano tecnico. Il primo cittadino ha chiarito che il progetto ha ottenuto il nulla osta della Sovrintendenza e che tutte le soluzioni previste, inclusi eventuali cordoli in cemento per il passaggio dei cavidotti, il livellamento dei gradoni, sono state approvate dagli enti competenti. Ha inoltre precisato che, secondo gli uffici, l’intervento non comporta un impatto paesaggistico rilevante.

Per rispondere poi alle crescente richieste di chiarimento, non ancora placatasi, l’amministrazione ha annunciato un incontro pubblico in aula consiliare, con la partecipazione dei tecnici e, se possibile, del progettista (confermata poi dopo pochi giorni la presenza del RUP e dell'Ingegnere, data dell'incontro 17 marzo 2025 ore 15:30 con invito da parte del primo cittadino a partecipare numerosi). Un momento pensato per spiegare nel dettaglio l’opera, dissipare dubbi e ricucire il rapporto con la cittadinanza oltre che aggiornare sugli sviluppi riguardanti la "struttura per anziani e comunità alloggio di via Porru Bonelli, chiusa ormai da mesi).

Nonostante l’apertura al dialogo, il clima è rimasto teso fino all'ultima. Nei commenti online emergono anche frizioni personali e accuse reciproche: da un lato chi rivendica il diritto di esprimere dissenso su un bene collettivo, dall’altro chi critica i toni allarmistici e le parole utilizzate, come “scempio” o “deturpazione”.

Secondo alcuni, il nodo principale resta la tempistica del confronto con i cittadini, avvenuto a lavori già avviati e non prima della presentazione del progetto, nonostante si tratti di un’opera profondamente legata alla comunità.

Replica sindaco Andrea Floris di GonnosfanadigaIl primo cittadino, sempre sui social, replica riferendo che coloro i quali non potranno partecipare potranno comunque trovare le risposte alle proprie domande recandosi negli uffici comunali piu idonei a rispondere agli interrogativi.

Proprio sull’esito della riunione si inserisce, in aggiornamento e completezza dell'accaduto, il racconto diffuso sui social da chi è riuscito a partecipare alla riunione e che, ringraziato l’amministrazione e i tecnici per la disponibilità, evidenzia però una partecipazione limitata anche a causa dell’orario scelto e del poco preavviso (appena 24 ore prima). Durante l’incontro è emerso come il progetto definitivo sia solo “simile” al rendering iniziale. Infatti, rispetto al rendering promosso inizialmente, sembrerebbero previste le seguenti opere: due cordoli in cemento armato lungo tutta la scalinata, destinati a ospitare i cavidotti per l’illuminazione (come quelli già realizzati alla base della scalinata), oltre a corrimano in acciaio con funzione di sicurezza e supporto per i led, e muri laterali di contenimento.

Il 18 marzo, successivamente l'incontro, la replica e aggiornamento del Sindaco Andrea Floris.

La vicenda della Gradinata, solo l'ultima a livello cronologico, mette in luce una dinamica sempre più frequente: il ruolo dei social nel trasformare rapidamente una questione tecnica in un caso pubblico, dove identità, memoria e fiducia nelle istituzioni si intrecciano.

Al di là delle posizioni e pareri personali, in ogni caso, resta una certezza condivisa: la gradinata rappresenta un patrimonio comune per i gonnesi e Gonnosfanadiga. E proprio per questo, oltrepassando il confronto in sè, tutto ciò dimostra ancora oggi quanto sia ancora viva l’attenzione dei gonnesi verso ciò che li rappresenta.

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