Domani a Macomer presentazione di "Gherras" di Corongiu, i conflitti globali in sardo


L'evento si terrà Venerdì 26 giugno alla libreria Emmepi UBIK di corso Umberto 235 a partire dalle ore 19.00.
Domani a Macomer presentazione di "Gherras" di Corongiu, i conflitti globali in sardo

 

Importante appuntamento domani per la letteratura in lingua sarda a Macomer con lo scrittore Giuseppe Corongiu che presenterà, accompagnato da Mario Sanna, la sua ultima fatica letteraria dal titolo "Gherras". L'evento si terrà Venerdì 26 giugno alla libreria Emmepi UBIK di corso Umberto 235 a partire dalle ore 19.00.

Si tratta di un'opera dai tratti singolari presentata in una performance dell'autore che non lascia certo indifferenti i partecipanti. Non una presentazione di nicchia per specialisti quanto un vero e proprio spettacolo della parola interamente in sardo. Gherras-Contos è un volume che raccoglie otto racconti in lingua sarda, pubblicati dalla cagliaritana Janus, con la quale si affrontano temi scottanti della contemporaneità: conflitti bellici, tecnologia, intelligenza artificiale, erotismo, problemi politici e sociali, informazione senza cedere mai a una visione folkloristica, antropologica o pseudo esotica della Sardegna. L'opera, uscita da meno di un anno, è alla sua seconda ristampa ed è certamente uno dei libri più presentati in giro per l'isola negli ultimi mesi, mentre proseguono gli appuntamenti già fissati con i lettori in varie località grazie alla costanza e all'infaticabile passione dell'autore. Dopo il positivo passaggio al Salone del Libro di Torino, ma anche a numerosi festival regionali tra i quali Carta Carbonia, Propagazioni, Dialoghi di Carta, Anderas, Licanias OFF l'autore si è meritato anche il riconoscimento della Lettera d'Argento per gli scrittori del Festival Letterario di San Nicolò Gerrei. Prossime tappe previste Festival di Monte Prama e Settepiazze.

Corongiu prosegue nella sua linea culturale già testimoniata in passato, quando è stato giornalista e anche direttore del Servizio della LIngua Sarda della Regione, di valorizzare l'uso letterario della lingua sarda con un impegno forte a rappresentare l'attualità e la contemporaneità. Secondo la blogger Michela Minnini ci sono sono scrittori che usano la lingua come uno strumento e altri che la scelgono come una patria, Giuseppe Corongiu appartiene, senza dubbio, a questa seconda categoria; uomo d’altri tempi per lo spessore intellettuale, dotato di un carisma frizzante, moderno e pungente al punto giusto, Corongiu ha fatto della scrittura in totale lingua sarda non solo una scelta estetica, ma un atto di fiera resistenza culturale e identitaria. Nato a Laconi (OR) nel 1965, Corongiu, non è semplicemente un autore; è una delle anime più attive e autorevoli del movimento linguistico isolano. Il suo amore viscerale per la propria terra si traduce in una produzione letteraria e saggistica rigorosa, che rifiuta il folklore nostalgico per abbracciare la modernità. La sua traiettoria professionale racconta di un impegno a tutto campo, dirigente della Pubblica Amministrazione, giornalista e traduttore, Corongiu ha tradotto la sua passione in azione politica concreta, contribuendo a guidare le politiche linguistiche regionali dal 2004 al 2014. Un decennio in cui ha lottato per dare dignità istituzionale alle minoranze linguistiche, firmando numerosi studi e saggi teorici; ma è nella narrativa che la sua visione della Sardegna si fa carne e parola di larga diffusione.

Dopo il successo di "Metropolitania e Àteros contos tòpicos, Distópicos e Utopicos" (2019), e del romanzo del 2022 "S'intelligentzia de Elias", l'autore si confronta nuovamente con la pagina scritta, dimostrando come il sardo sia una lingua viva, duttile, capace di esplorare non solo il passato, ma anche i territori dell'utopia e della distopia geopolitica; ciò che rende la figura di Corongiu così centrale nel panorama culturale odierno è la sua capacità di evitare i cliché della sterile celebrazione del passato. La sua penna è ironica, acuta, a tratti sentimentale; nei suoi libri scritti interamente in sardo, l'isola non è un fondale da cartolina, ma un microcosmo universale attraverso cui leggere il mondo contemporaneo. In un’epoca di omologazione globale, la voce di Giuseppe Corongiu ci ricorda che proteggere una lingua significa, prima di tutto, continuare a usarla per raccontare storie nuove. Una sfida che l'autore laconese continua a proporre in maniera positiva, pagina dopo pagina, con l'eleganza dei tempi andati e la forza d'urto di un intellettuale del futuro.

"Gherras" è particolarmente attuale sul tema delle tensioni militari che sconvolgono il mondo e dei conflitti che attraversano la società e gli individui. Dalle guerre planetarie più celebri come quella ucraina (nella prima composizione "Violamentu" si racconta uno stupro di guerra), a quella tra Hamas e Israele (raccontata come disputa insanabile), alla configurazione di imperi militari e guerre distopiche e fantascientifiche metafora però dell'attualità. Per la cultura sarda però, come non manca mai di ricordare l'autore nelle presentazioni, "a gherrare" ha un significato molto più ampio e stratificato dal punto di vista semantico che in altre lingue. Nelle sue performance, che assomigliano, non mancano aspetti più lievi legati all'ironia, al sarcasmo e alla sagacia - legati a personaggi sardi e non come Ramona, Giuanni Indipendèntzia, Vincenzo Peis, che l'autore mette in campo con largo coinvolgimento emotivo del pubblico e con uso della lingua che si candida a essere carismatico e pungente pur con tono riflessivo. Uaa proposta culturale e letteraria originale e sfidante. Appuntamento domani a Macomer tel rif: 328 6478828 (possibilmente scrivere in whatsapp)

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