Don Giovannino Pinna: Mons. Pilo e Mons. Tedde


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> L'agire di don Giovannino Pinna fu ispirato dall’azione pastorale di due vescovi della diocesi di Ales-Terralba: Mons. Giuseppe Maria Pilo e Mons. Antonio Tedde. Molte delle idee chiave e aspetti della pastorale di questi due “grandi” prelati, con elementi indiscutibilmente nuovi, originali e innovatori, sono stati rielaborati e riadattati da Don Pinna nei nuovi contesti parrocchiali dove è stato chiamato a servire (Pabillonis, Uras, Baressa, Baradili, Villacidro), ma anche in una dimensione diocesana ed extradiocesana. Mons. Pilo, sul quale Don Giovannino ha scritto diversi lavori -alcuni dei quali ancora inediti-, è stato un fondamentale punto di riferimento della sua azione pastorale. Dal prelato carmelitano, originario di Sassari e vissuto nel Settecento, all’epoca del Riformismo sabaudo, ha appreso alcuni insegnamenti che egli ha messo in pratica: non cercare l’interesse personale, non avere paura di spendersi per gli altri con dedizione; sviluppare le proprie capacità progettuali e organizzative; essere dinamici; rifiutare il compromesso e il disimpegno; esaltare la dignità della missione sacerdotale; promuovere l’educazione spirituale dei propri figli e la crescita culturale della comunità. Mons. Pilo, «Fino alla morte, profondamente conscio della nobiltà della sua missione, - scrive Don Pinna - non si stancherà mai di spendersi, con intensa e appassionata generosità, per il bene morale, spirituale e temporale della sua Chiesa. La sua opera coraggiosa e instancabile abbraccerà così tutti gli aspetti del vivere della gente comune». Tutta la sua azione è animata «da una profonda fede e dalla consapevolezza che il suo prestigio e la sua autorità dovevano essere posti al servizio della verità e del vangelo e non a difesa di privilegi e vantaggi personali che pure la mentalità e la società di allora consideravano legittimi e dovuti a quanti appartenevano, come lui, all’alto clero». Difende la dignità sacerdotale «dai rischi delle compromissioni negli affari temporali e dai comportamenti che potevano risultare di scandalo per il popolo»; raccomanda l’impegno in favore dell’istruzione religiosa e della spiegazione del vangelo, e si adopera per un’intensa opera di promozione sociale, trasformando l’episcopio di Villacidro nel più noto centro di carità della diocesi dove accorrevano, ogni giorno, centinaia di poveri. Ma, «la testimonianza più straordinaria di questo grande vescovo fu certamente la carità esercitata con le parole, […] soprattutto con l’esempio della vita, attraverso un rapporto continuo, diretto e di piena passione e condivisione con la gente disperata e affamata dei grandi e piccoli centri della diocesi».   Mons. Antonio Tedde è, invece, il prelato che resse la piccola diocesi negli anni 1948-1982, al quale Don Pinna, a dieci anni dalla sua morte, dedicò Dagli scritti…, una raccolta di scritti e discorsi, appunto, di Mons. Tedde, scelti e curati dal sacerdote di Gonnosfanadiga, allora Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Don Giovannino, nel tentativo di far conoscere «alcune idee-chiave che stanno a fondamento della […] spiritualità [del vescovo] e della sua azione pastorale», chiarisce che questo suo lavoro «non ha alcuna pretesa di completezza, né potrebbe essere altrimenti, vista la brevità del tempo che ci separa dalla sua vita». L’obiettivo che si pone, pertanto, è quello «di offrire – di questo vescovo – indicazioni sullo sviluppo del pensiero, dentro lo svolgersi della vita, secondo una successione cronologica e con lo stile della cronaca, data l’impossibilità, -a distanza di appena dieci anni-, di avventurarsi nell’identificazione di cause e di effetti o anche solo dei presupposti culturali che invece sono propri dell’esposizione storica». Metodo narrativo, dunque, che non ha impedito, però, a Don Pinna di «situare i vari passaggi del […] pensiero [di mons. Tedde] dentro la successione temporale e di collegarli idealmente tra loro». Le «idee-chiave» del Vescovo, individuate da Pinna, riguardano l’abolizione del regime tariffario, la catechesi, il Concilio e il rinnovamento ecclesiale, la dottrina sociale, la famiglia, la giustizia e la carità, la povertà, i sacerdoti, la scuola cattolica, la stampa diocesana. «Idee-chiave» del cammino pastorale di Tedde che, come scrive Mons. Antonino Orrù, Vescovo di Ales dal 1990 ai primi anni del nuovo millennio, hanno fornito una «eccezionale risposta (non ancora del tutto compresa e apprezzata) alle reali povertà del tempo. […]». Quelle di Mons. Tedde furono «risposte di una Chiesa di frontiera», aperta all’evangelizzazione e alla promozione umana.

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