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>Nel Medio Campidano ed in particolare a Gonnosfanadiga e a San Gavino Monreale è emergenza per il numero di casi di malattie come la Sla (la sclerosi laterale amiotrofica) e la sclerosi multipla. I dati parlano di almeno 20 casi di Sla su una popolazione di 100mila abitanti e sono molto superiori alla media nazionale (3 casi ogni 100mila abitanti). E proprio per questo motivo il parroco Don Giorgio Lisci, direttore del servizio diocesano della Pastorale della Salute, ha chiamato di recente a raccolta esperti al convegno “Cura del malato…fine vita. Testamento biologico”.

EMERGENZA E SOSTEGNO Per Don Giorgio Lisci vi è un’emergenza salute: «Mancano o sono molto carenti -denuncia il sacerdote - i servizi per queste persone che devono sentirsi amate, accolte e sostenute. La vita è degna di essere vissuta perché è un dono di Dio e come cristiani vogliamo far sentire la nostra voce sui temi del testamento biologico e del suicidio assistito. I nostri 50 volontari della Pastorale della Salute toccano con mano la realtà della malattia: vi è una richiesta molto elevata di sostegno spirituale e psicologico. Oggi vi è sempre una più grande difficoltà a curarsi e nel nostro ambulatorio ogni martedì nel nostro ambulatorio abbiamo almeno 4-5 appuntamenti per la terapia del dolore».
LE CAUSE DELLA SLA E nel Medio Campidano andrebbero fatte delle serie indagini scientifiche per capire l’origine di queste malattie e le cause delle tante forme di inquinamento come evidenzia il dottor Salvatore Piu, presidente regionale del tribunale del malato: «I casi di Sla sono tantissimi - spiega - e non si contano quelli di sclerosi multipla: è necessaria un’indagine a 360 gradi per capire la causa dell’alta incidenza di queste malattie. Un’indagine sulla Sla e sulla sclerosi vale più di avere un’azienda sanitaria a Sanluri. Quando ero direttore generale della Asl 6 ne avevo parlato con l’assessore regionale Arru: far partire un’indagine vuol dire fare emergere le responsabilità come nel caso della Fluorsid. Alla scienza spettano le risposte e tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 ho chiesto un’ispezione sull’acqua nella zona della base militare di Capo Frasca di cui non conosco gli esiti».

INQUINAMENTO DA RECORD Tra miniere chiuse, polveri sottili, inquinamento delle zone industriali Villacidro e a San Gavino, il Medio Campidano ha un altissimo livello di inquinamento: «I dati sono allarmanti - denuncia Salvatore Piu - e in Sardegna non c’è solo il caso Quirra e nel caso del Medio Campidano non bisogna mettere la testa dentro la sabbia, ma capire: in prima linea ci deve essere la scienza e in secondo luogo le istituzioni. Bisogna chiedere una nella indagine scientifica: le sostanze inquinanti si spostano e si stratificano sul terreno anche con i venti».
Gian Luigi Pittau© Riproduzione riservata