Esodo dei giovani sardi: record di partenze nel 2018


Continua lo spopolamento della Sardegna. L'esodo dei giovani, unito al crollo verticale delle nascite, accelerano il declino demografico dell'isola. Lo scorso anno sono stati 3.288 coloro che hanno lasciato la Sardegna. E’ quanto si evince da un report del Centro studi della Cna Sardegna che analizza i recenti dati dell’Istat sui flussi della popolazione residente nell’isola. a Sardegna, con un incremento pari al doppio dell'anno precedente. Al 31 dicembre 2018 i residenti isolani erano 1.639.000, con un decremento di di 9.000 unita in meno rispetto alla stessa data dell'anno precedente. La flessione del 5,4% in meno degli abitanti pone l'isola al di sotto della media italiana (-1,5%) collocandola al terzo posto fra le regioni del mezzogiorno (-4,2%) dopo Basilicata (6%) e Molise (7,8%). Cala anche la presenza di stranieri, -32% rispetto all'anno precedente che portano lo sbilancio tra flussi in entrata e uscita a 822 residenti in meno. «L’accelerazione dei fenomeni di declino demografico», puntualizzano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale della Cna Sardegna, «trae origine dal perdurare della difficile situazione economica e dalla mancanza di opportunità di inserimento lavorativo specialmente per i più giovani». I rappresentanti della confederazione artigiana ammoniscono: «Se la Sardegna non riuscirà ad invertire la rotta saranno sempre di più i giovani sardi che cercheranno fuori dall’isola opportunità lavorative e di vita, determinando un impoverimento sempre più marcato del tessuto socio-economico con conseguenze devastanti per gli equilibri demografici ed economici della nostra regione». Maurizio Onidi                  Piras e Porcu (CNA): Se la Sardegna non riuscirà ad invertire la rotta saranno sempre più i giovani sardi che cercheranno fuori dall’isola opportunità lavorative e di vita, determinando un impoverimento sempre più marcato del tessuto socio-economico della nostra regione  
Nel 2018 quasi 3300 sardi, soprattutto giovani, hanno lasciato la nostra regione in cerca di lavoro e di opportunità: il flusso migratorio - più che raddoppiato rispetto ai livelli dello scorso anno - rappresenta per la Sardegna il record storico dell’ultimo ventennio e contribuisce ad accelerare l’inesorabile e preoccupante declino demografico che sta interessando la nostra regione.   E’ quanto si evince da un report del Centro studi della Cna Sardegna che analizza i recenti dati dell’ISTAT sui flussi della popolazione residente nell’isola. Le ultime statistiche confermano infatti il trend negativo emerso in maniera sempre più netta nel corso dell’ultimo quinquennio: alla fine del 2018 la popolazione residente registrata in Sardegna è di un milione e 639mila, quasi 9mila abitanti in meno rispetto all’anno precedente, Con un decremento netto del -5,4% l’isola si colloca ben al di sopra del calo medio nazionale (-1,5%) e supera anche la variazione media delle regioni del Mezzogiorno (-4,2%). Vanno peggio della Sardegna solo Basilicata (-6,0‰) e Molise (-7,8‰).   Tabella 1 – Popolazione residente a fine anno e variazione percentuale rispetto all’anno precedente
2013 2014 2015 2016 2017 2018 *
Sardegna 1.663,9 1.663,3 1.658,1 1.653,1 1.648,2 1.639,3
Variazione assoluta   -0,6 -5,1 -5,0 -5,0 -8,9
Variazione percentuale  
Sardegna -0,3 -3,1 -3,0 -3,0 -5,4
Mezzogiorno -1,0 -3,0 -3,0 -4,1 -4,2
Italia 0,2 -2,1 -1,3 -1,8 -1,5
Fonte: elaborazione CNA su dati ISTAT. (*) Stime   All’origine del problema – evidenzia il report della Cna Sardegna - c’è come detto il rilevantissimo flusso di popolazione in uscita, stimato nel 2018 in quasi 3.300 individui, principalmente giovani, che dall’isola sono emigrati verso altre regioni italiane. Questo flusso risulta più che raddoppiato rispetto ai livelli dello scorso anno (1.251 residenti in meno) ma, osservato in un orizzonte temporale più ampio, rappresenta per la Sardegna il record storico dell’ultimo ventennio. Anche se la ripresa dei flussi migratori (per lo più giovani) verso il centro-nord (e il corrispondente impoverimento demografico e sociale) è un fenomeno generalizzato che coinvolge tutte le regioni del Mezzogiorno e con cui il Paese sarà costretto a confrontarsi per tutto il prossimo ventennio.   Al forte incremento dell’emigrazione verso le altre regioni si aggiunge una netta riduzione dei flussi di popolazione proveniente dall’estero, con un saldo tra iscrizioni e cancellazioni stimato nel 2018 in 2.466 unità: il 32% in meno rispetto ai valori dell’anno precedente. Il movimento con l’estero (in cui prevale la componente straniera) resta quindi nettamente inferiore al flusso in uscita verso l’Italia (in cui prevale la componente italiana) definendo un bilancio migratorio complessivo di 822 residenti in meno.     Tabella 2 – Movimento migratorio con l’interno e con l’estero in Sardegna
2013 2014 2015 2016 2017 2018 *
Migrazioni verso le altre regioni -1.252 -1.041 -1.457 -1.654 -1.251 -3.288
Iscrizioni 31.526 29.576 28.398 29.007 29.354  
Cancellazioni 32.778 30.617 29.855 30.661 30.605  
Saldo con l’estero 1.768 959 1.439 2.154 3.637 2.466
Iscrizioni 4.361 3.820 4.535 5.524 7.218  
Cancellazioni 2.593 2.861 3.096 3.370 3.581  
Fonte: elaborazione CNA su dati ISTAT. (*) Stime   “L’accelerazione dei fenomeni di declino demografico trae origine dal perdurare della difficile situazione economica e dalla mancanza di opportunità di inserimento lavorativo specialmente per i più giovani”, evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. “Se la Sardegna non riuscirà ad invertire la rotta saranno sempre di più i giovani sardi che cercheranno fuori dall’isola opportunità lavorative e di vita, determinando un impoverimento sempre più marcato del tessuto socio-economico con conseguenze devastanti per gli equilibri demografici ed economici della nostra regione”.       Per eventuali informazioni e/o chiarimenti chiamare il segretario regionale della CNA Francesco Porcu al 338 65 21 788

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