more
>Quali sono le prospettive nell’immediato futuro per il nostro territorio ?
Lo chiediamo a Gigi Piano, libero professionista, per 8 anni assessore provinciale e attualmente impegnato in un incarico come segretario particolare dell’assessore Cristiano Erriu, titolare dell’assessorato per gli Enti locali, finanze e urbanistica. E cominciamo proprio con la presenza istituzionale.
Come possono oggi i cittadini riconoscere la presenza della Regione attraverso il ruolo dell’Unione dei Comuni?
La legge Regionale di riordino delle autonomie locale approvata a febbraio 2016, ha l’obiettivo di dare nuovo impulso alle Unioni di Comuni, dotandole di nuove e più ampie competenze, con la possibilità di avere nuovo personale per l’espletamento dei servizi. Le Unioni, con la nuova legge, sono una realtà moderna da reinventare e consolidare, uno strumento che calato nel territorio dell’ex provincia del Medio Campidano può contribuire attraverso i servizi ai cittadini a garantire l’identità locale che non necessariamente è racchiusa negli stretti confini municipali. Nel nostro territorio le tre Unioni (una in fase di costituzione) che corrispondono ai confini dell’ex Provincia, possono e devono essere il motore per lo sviluppo del territorio oltre ad essere soggetto aggregatore di tutti; istituzioni, imprese, coloro che rivestono ruoli pubblici e cittadini tutti, devono inoltre diventare l’interlocutore della Regione, che è costantemente presente nelle scelte strategiche al fianco dei territori.

Parliamo di energia. Recentemente nel nostro territorio vi è stata un’aspra polemica a causa della piano di investimento per gli impianti fotovoltaici. Quali sono, secondo il suo punto di vista, le prospettive per un intervento opportuno in materia di fabbisogno energetico?
La Sardegna già da qualche anno ha soddisfatto il livello di produzione di energia elettrica con fonti rinnovabili, infatti circa il 40% dell’energia prodotta viene esportata. Sono convinto si debba proseguire con la produzione di energia alternativa con le nuove tecnologie e nuovi sistemi che consentiranno di procedere speditamente al raggiungimento dell’obbiettivo di abbattere totalmente la produzione da fonti fossili. Per quanto riguarda il caso specifico penso che gli investimenti di questo tipo sui terreni agricoli produttivi non sia la scelta giusta e mi trova fortemente contrario, penso che vi siano aree già fortemente compromesse (zone industriali/artigianali) che possono meglio ospitare impianti di grandi dimensioni. Bene ha fatto la giunta prima e il consiglio regionale poi ad esprimere la proprio contrarietà agli impianti proposti nel territorio del Linas e nell’agro di Decimoputzu e Villasor. Credo che una buona soluzione sia quella prevista nel piano energetico regionale che prevede gli impianti di generazione di energia Green di piccole dimensioni.
Le industrie: esiste ancora in Sardegna la possibilità di sostenere realtà industriali o dobbiamo farcene una ragione e concentrarci una volta per tutte su altri settori come turismo o servizi?
Sono convinto che non si possa fare a meno del comparto industriale, tanto meno in questo territorio dove i numeri sulla disoccupazione sono drammatici, occorre salvare le fabbriche ancora in attività e quelle che in questi tempi lottano per poter riaprire e offrire una prospettiva di lavoro e sviluppo al territorio, due esempi; la Cermed che guarda al futuro con fiducia e la Keller che attende al conclusione positiva della grave crisi che l’ha colpita. Occorre incentivare e individuare risorse per facilitare nuove aperture e consolidare le attività esistenti, a questo proposito per il territorio dell’ex Provincia è stato chiesto il riconoscimento di area di crisi non complessa e a giorni si attendono le determinazioni da parte delle Giunta Regionale: Questa è una opportunità da cogliere per il rilancio delle attività se arriveranno nuove risorse a sostegno dell’intero tessuto industriale e simili.
Problema demografico. Lo spopolamento in molti comuni impone di rivedere al minimo le possibilità di investire. Cosa possono fare realisticamente gli amministratori pubblici?
Per fronteggiare lo spopolamento occorre programmare e costruire un progetto di sviluppo del territorio in maniera unitaria, qui mi collego alle Unioni di comuni che a mio modo di vedere possono essere il fattore aggregante e di gestione unitaria di servizi che oggettivamente non possono essere più svolti in maniera autonoma. Lo possiamo fare con la programmazione territoriale, con i Gal, e con strumenti che consentono di ottenere finanziamenti importanti messi a disposizione delle Regione e dalla Comunità Europea. Per contrastare in modo efficace lo spopolamento questo territorio non deve lasciarsi sfuggire tutte le occasioni che possono creare nuove opportunità di lavoro e servizi di qualità diffusi. La vera sfida che dobbiamo cogliere è questa: fare provincia e territorio tutti assieme nei fatti e nelle azioni condivise.
La qualità dei prodotti locali. In quali termini la Regione esprime il proprio impegno, oltre la tutela formale, con gli interlocutori istituzionali, nazionali ed europei per il sostegno nel settore agricolo?
Il nostro è un territorio a vocazione agricola che ha sempre avuto un ruolo importante per lo sviluppo del settore, con la produzione di prodotti d’eccellenza (carciofi, zafferano, olive ecc.), Occorre però fare un salto di qualità che la Regione sta cercando di fare attraverso azioni di supporto per l’internazionalizzazione, quali le reti d’impresa, le filiere di qualità per uscire dal piccolo mercato locale e guardare ai grandi mercati internazionali. Per affrontare il mercato estero che chiede sempre di più prodotti di qualità le piccole imprese devono aggregarsi utilizzando i finanziamenti regionali previsti nel nuovo PSR.
Istruzione e formazione professionale. L’attivazione del progetto “Tutti a iscola” è il primo dopo anni di quasi totale assenza da parte della Regione per gli interventi nel campo della formazione. Quando sarà possibile riprendere la gestione della formazione professionale?
Il progetto Iscol@ è un progetto sul quale la regione ha investito tantissime risorse con l’obiettivo di mettere in sicurezza rendere moderni e accoglienti tutti gli stabili scolastici dell’isola, i finanziamenti hanno interessato tutte le scuole del territorio, oltre questi interventi sono previsti interventi di realizzazione di nuove scuole. Nella programmazione dei nuovi poli scolastici (“Scuole del nuovo millennio”) nella Marmilla è previsto un finanziamento per la realizzazione di un campus scolastico di eccellenza, che quando ultimato darà risposte concrete ai bambini e ragazzi del territorio, al contempo sarà attrattore di giovani coppie che potranno guardare con serenità all’istruzione dei propri figli, e tutti assieme considerarsi non più solo comune ma comunità diffusa. Sulla formazione professionale possiamo affermare che è stata spesso al centro di attenzioni non sempre positive, nel passato si spendevano tante risorse e non sempre con risultati ottimali. Oggi si sta riprendendo a fare formazione professionale di qualità attivando nuovi corsi nei settori della green e blue economy e si punta a centri qualificati d’eccellenza. In conclusione cito il progetto Master e Back, che considero una buona iniziativa, la Regione deve pensare al suo rilancio soprattutto per quanto riguarda la fase di rientro dei ragazzi formati, che sono una risorsa per la collettività.
Giovanni Contu© Riproduzione riservata