Festa dell’Emigrato: al via la decima edizione


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>Tutto è pronto e naturalmente curato nei minimi dettagli: la Festa dell’Emigrato, fiore all’ occhiello dell’estate arburese, quest’anno rinnova il suo tradizionale appuntamento con due serate ricche di eventi venerdì 5 e sabato 6 agosto. Serate all’insegna dello spettacolo, sagre, grandi manifestazioni e naturalmente dibattiti. Dieci anni ma non li dimostra perché la manifestazione, giovane e fresca, grazie anche alla straordinaria valenza sociale ed affettiva per la tematica trattata, ogni anno immancabilmente riesce ad attirare migliaia di presenze. Una novità di assoluto valore caratterizza però l’edizione 2016. La location quest’anno, infatti, è stata individuata nella borgata di Sant’Antonio di Santadi potenziale punto di riferimento - non ancora adeguatamente valorizzata - per il turismo balneare del nord della costa arburese. Una frazione bisognosa di forti motivazioni che vanno ben al di là dei quattro canonici giorni di festeggiamenti che a giugno si fanno in onore del Santo. Scelta coraggiosa e allo stesso tempo innovativa che fa onore all’associazione culturale folcloristica Sant’Antonio cui, da sempre, fa capo l’organizzazione dell’evento. Che sia  il primo passo verso una trasformazione della manifestazione da locale in itinerante con l’ambiziosa (fattibile) idea di poter coinvolgere  l’intero territorio in un nuovo grande progetto sovracomunale? Per adesso solo un'ipotesi, pure fantasie di mezza estate di chi racconta cronaca ma è innegabile come la manifestazione abbia fatto registrare in questi ultimi anni un autentico salto di qualità al punto di poter essere annoverata tra gli eventi maggiormente apprezzati e innovativi del territorio. «Ringraziamo i cittadini di Santadi per la disponibilità e l’ospitalità dimostrata – afferma Luciano Lampis, presidente dell’associazione e responsabile dell’organizzazione dell’evento – la decima edizione oltre ad evidenziare il tema specifico dell’emigrazione e  del dramma sociale ed umano  che si vive nell’abbandonare la propria terra e i propri cari in cerca di lavoro avrà anche il non trascurabile compito di (ri)avvicinare la borgata, la sua cultura, chi ci abita, spesso e volentieri ingiustamente dimenticati, al processo sociale, culturale e di animazione del comune di appartenenza». Come al solito decisamente interessante e ricco di iniziative il palinsesto. Due degustazioni, la prima dedicata ai prodotti tipici dell’agroalimentare locale, la seconda, sabato 6 con inizio alle 19 della vitella arrosto, appuntamento, da sempre, particolarmente apprezzato. Gli spazi musicali saranno animati il venerdì dal Quartetto Angioni che proporrà un repertorio di brani folk tradizionali e rielaborati in chiave moderna mentre la serata di sabato sarà all’insegna del liscio con l’Orchestra Quelli di Cesenatico. I più giovani ma non solo, categorie ragazzi e adulti, potranno cimentarsi (venerdì alle 17,30) nel “lancio del telefonino” (nessuna paura, fornisce l’organizzazione), ultimo  arrivato tra gli sport divenuto in poco tempo un autentico rompicapo nazionale. Infine come tradizione vuole verrà consegnata una targa ricordo all’emigrato geograficamente più distante dal proprio luogo di origine.   Gianni Vacca 14fo- ass. follk sant'antonio 5 gruppo folk taglio Associazione Culturale Folkloristica Sant’Antonio: 10 anni di attività. Nata il 16 gennaio del 2006  grazie all’iniziativa di 25 soci fondatori, l’associazione  il 28 aprile dello stesso anno costituisce il 1° gruppo folkloristico locale e più tardi quello di ballo tradizionale composto attualmente da una cinquantina di figuranti. Dal 16 marzo 2007 é iscritta nel registro regionale del volontariato  e nello stesso anno ad agosto  debutta con grandissimo successo nella 1^ edizione della Festa dell’ Emigrato dove ci fu lo storico collegamento con una radio Argentina e il filo diretto con una comunità di sardi da tempo residenti in quel paese. Nel 2008 , dopo anni di assenza, viene riproposto  a gennaio il  tradizionale falò di Sant’antonio Abate il tutto mentre l’associazione  continua la certosina difficile riproduzione del costume tipico arburese, operazione ancora in continua evoluzione che attraverso alcuni viaggi didattici e soprattutto attraverso i racconti dei più anziani sta restituendo il bellissimo  vestire  “A S’antiga” alla nostra comunità. Cariche sociali. Presidente Luciano Lampis, vicepresidente Pierpaolo Vacca, segretario Marcella Carta, cassiere Paola Tuveri. Questo l’organigramma. Ottanta attualmente i soci iscritti. Il 17 marzo 2011 in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni e le attività Culturali quale associazione d’interesse nazionale. (g. v.)

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