Gigi Tatti: artista a 360 gradi


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>“Un artista a 360 gradi”, che riesce a strappare sorrisi spontanei a grandi e bambini. Attore, poeta, scrittore, musicista, cantautore, barzellettiere, presentatore e cabarettista: si presenta così Gigi Tatti, nato ad Arbus nel 1950, noto nel territorio per le rappresentazioni teatrali con l’associazione “Su Fazzoni” e la collaborazione con La Gazzetta del Medio Campidano. Quando si esibisce con la chitarra acustica appesa al collo (la stessa Takamine usata da Bruce Springsteen), l’armonica a bocca e un impianto sonoro che non lascia a casa nemmeno quando deve trascorrere attimi di svago tra amici, impossibile non vedere in lui la somiglianza a Johnny Cash, il re del country. Qualcuno lo ha già battezzato “il Bob Dylan del Medio Campidano” perché osa rielaborare, in lingua campidanese e con un proprio stile, i brani della “leggenda americana”, mettendo in discussione temi sociali quali il lavoro precario e illustrando una mentalità chiusa e radicata del territorio, con un tocco di ironia e a suon di musica pop, rock, blues, ballate e folk tradizionali.

Come è iniziato l’interesse per la musica e il percorso artistico musicale?

«Ho iniziato negli anni ’60 con il gruppo arburese “Xoana”. Prima suonavo la chitarra ritmica e cantavo. Poi ho iniziato a suonare il basso assieme ad un altro gruppo di Arbus, “I Reali”. La svolta quando negli anni Settanta sono emigrato a Milano. Lì, ho frequentato gli ambienti elitari milanesi, nei quali bazzicavano artisti e musicisti famosi».

Era un conformista all’epoca?

«Per niente. Anzi a Milano ho fatto parte perlopiù di gruppi rockettari e ho sempre prediletto la musica non convenzionale, come quella di Dylan, Cash, Springtsteen, Jackson Browne, Woody Guthrie e della corrente Country americana quali Byrds, Eagles, Crosby, Stills, Nash & Young, Jefferson Airplane. Ma anche dei cantautori nostrani come Guccini, Bertoli, Massimo Bubola e De Gregori».

Per un musicista è importante raggiungere una propria identità. Perché?

«Perché avere un proprio stile ti distingue dagli altri artisti, anche da quelli ai quali ti sei ispirato e ti ispiri. Per questo, quando compongo, suono e canto, seguo sempre quello che sento dentro, uscendo dai soliti schemi della musica italiana commerciale. Cerco di essere me stesso, anche a costo di apparire fuori tempo e fuori moda».

Un progetto particolare che ha come massima aspirazione?

«La mia massima aspirazione è quella di divertire chi mi segue ovunque e in ogni momento artistico della mia quotidianità, compreso per ciò che pubblico su Facebook. Quella di trasmettere al mio pubblico la gioia di vivere sereni, più spensierati. Far pensare a tutto quello che la vita ci può offrire, nel rispetto reciproco che l’uomo deve avere di essa e dell’ambiente e contro un sistema che invece incoraggia a danneggiarci, impoverirci e discriminarci tra noi in base alla nazionalità, religione e soprattutto al ceto sociale».

Marisa Putzolu

Gigi Tatti con la chitarra

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