Gli speculatori fanno affari con la crisi


L’ingordigia degli speculatori non va sottovalutata: in pochi si stanno mangiando l’Italia. Stipendi dei top manager: 649 volte quello di un operaio riportano le fonti bene informate

 
di Fulvio Tocco
  È di questi giorni la notizia che Pedro Sánchez chiede alle grandi aziende spagnole di garantire che tutti i benefici eccezionali ottenuti grazie alle circostanze attuali vengano ritrasmessi ai lavoratori. Il vero problema italiano, pertanto, non è nel non voto del Movimento Cinque Stelle ma l’enorme crisi sociale che abbiamo davanti, sulla quale è necessario intervenire tempestivamente. Ma i giornaloni nazionali non parlano di questo. Ci sono nodi complessi che vanno sciolti con responsabilità e solidarietà. Non si può sottovalutare l’ingordigia degli speculatori che in poco tempo hanno annullato il potere d’acquisto delle pensioni al minimo, dei salari, degli stipendi, dei redditi dei lavoratori autonomi e dei giovani professionisti. Coloro che fanno affari con la crisi hanno retribuito a dismisura i loro top manager lasciando che la povera gente si accapigliasse sui titoli dei giornaloni e sul reddito di cittadinanza. È tempo di preoccuparci degli speculatori che si stanno mangiando l’Italia per tutelare la stragrande parte dei cittadini. Nel 1980 gli amministratori delegati più pagati prendevano 45 volte un loro dipendente. Nel 2008, secondo l’Ocse, la media delle remunerazioni dei primi 10 top manager italiani era di 6,41 milioni di euro, 416 volte lo stipendio medio annuo di un operaio; nel 2020 è stata di 9,59 milioni, cioè 649 volte. Ciò che sta succedendo sul mercato non è un fenomeno passeggero è un dato di fatto: ormai siamo al secondo anno consecutivo che gli speculatori aumentano i prezzi dei mezzi tecnici di produzione in agricoltura indebolendo ulteriormente la condizione socio - economica degli operatori del settore primario. Ciò significa che non c’è crisi per tutti visto che un top manager può avere una retribuzione superiori di 649 volte allo stipendio di un lavoratore dipendente in un periodo di carestia. Questo a dimostrazione, e i rimedi del governo spagnolo lo confermano, che gli speculatori in un momento di crisi come questo, stanno facendo affari d’oro creando ulteriori disuguaglianze nel nostro paese che stenta a reagire alle loro malefatte. Ma l’informazione nazionale, come spesso avviene, butta la croce addosso a chi ha messo inevidenza la questione dei più deboli.  

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