La perseveranza di Gianfranco Usai, coltivatore di Gonnosfanadiga comincia a dare i primi risultati concreti. Da qualche anno ha iniziato a coltivare il famoso Shardana, grano di origine sarda, in quei terreni che circa 200 anni fa seminava un suo avo, Concu Fadiori, il più ricco proprietario terriero di Gonnosfanadiga. A Gianfranco Usai chiediamo chi era Concu Fadiori?
«Dopo lunghe ricerche e grazie alle notizie attinte dal libro di Mario Concas “Gonnosfanadiga i mulini ad acqua”, in parte tratte dalle pubblicazioni del prof. Enrico Casti e in parte provenienti da notizie tramandate in famiglia dai nostri avi, posso affermare che a Gonnosfanadiga Concu Fadiori, il più importante e facoltoso personaggio gonnese, è vissuto tra il 1800 e il 1900. Banchiere e proprietario terriero. Il termine Concu era come un titolo nobiliare sardo di quell'epoca, ma proveniva da un riconoscimento del popolo e non da una imposizione. Tra le sue varie attività annoveriamo quella di produttore di farine, con ben 8 mulini ad acqua realizzati in quel periodo sulla sinistra orografica del Rio Piras. Io sono un suo modesto discendente, ma ho voluto lo stesso onorare tanta maestria e tanta capacità imprenditoriale dopo circa 200 anni dalla sua nascita, dando di nuovo vita ad un mulino, spinto da energia pulita rinnovabile, che potesse produrre quella farina tradizionale dal gusto inimitabile che solo allora era disponibile per la popolazione di Gonnosfanadiga e della Sardegna».
Ha voluto imitare il suo avo?
«Mi pregio di poter oggi coltivare gli stessi terreni di questo mio illustre avo, in particolare quelli in località “Pauli 'e Cungiau”, ed è proprio lì che ho voluto selezionare il prodotto con il famoso grano Shardana al 100% di origine sarda, trasformandolo in farina nel nostro mulino e aggiungendo a tutto questo anche la mia impronta personale con la produzione de “Is malloreddus”. Il mio sogno era quello di far tornare a vivere nel mio piccolo, le gesta di Concu Fadiori, aggiungendo anche qualcosa di personale, per poi donarlo in dote alla mia amata figlia affinché anche lei possa trovare soddisfazione e futuro nel proseguimento delle attività e delle tradizioni familiari, gonnese e sarde».
A dire dai risultati sembra che stia percorrendo la strada giusta non trova?
«Spero di riuscire in questo progetto immettendo nel mercato prodotti frutto di tradizioni importanti, a partire dal grano fino al mulino in pietra che consente di avere la migliore farina, prodotta al freddo di quelle pietre naturali che la macinano. E tra queste farine in special modo quella integrale, ricca di fibre, che mantiene tutte le sostanze e le caratteristiche organolettiche di quel grano antico. A questa si aggiunge la farina “fiore”, ottima per i dolci, la farina semi integrale per pane, pizza e focacce, e, non ultima, la semola integrale ideale per la pasta, fresca e secca, oltre che per il mitico “Coccoi” di Gonnos. Infine, desidero presentare la mia proposta innovativa, la realizzazione de “Is malloreddus”, provenienti dal rinomato pastificio S. Lucia di San Gavino e prodotti con una miscela delle varie farine. Questa è la storia, l'origine e il futuro delle Farine Fadiori, Farine dal 1850. Efisia, Roberta, Gianfranco e Annasofia, “Ariseu, Oi, Crasi”».
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