Gonnosfanadiga, la palestra comunale dedicata a Marika Pes, la pallavolista scomparsa a 15 anni


di Gian Luigi Pittau
  Benvenuti al PalaMarika, palestra comunale Marika Pes. Così in un clima di grande commozione la palestra comunale di Gonnosfanadiga, che si trova in viale Kennedy, è stata dedicata alla giovane giocatrice di pallavolo della polisportiva Primavera.e studentessa della seconda D del liceo sangavinese Marconi-Lussu. La targa all’ingresso dell’impianto sportivo racchiude parole dense di significato “A Marika, che ci ha insegnato il valore del coraggio, della forza e del sacrificio. In questa palestra il suo sorriso guiderà ogni passo e ispirerà ogni sogno che ciascuno di noi vorrà realizzare”. Così il presidente della Polisportiva Primavera, con tutti i componenti della società, ha posizionato la targa in cui si legge il nome di Marika. Così il numero della società sportiva, insieme a tutti i presenti, si sono idealmente stretti intorno alla giovane, grande appassionata di sport, che andava a vedere le partite del Cagliari calcio in curva Nord insieme al padre e a tanti amici. E la gioia di vivere di Marika continua a vivere attraverso tanti gesti di generosità. Lo scorso anno nel reparto di cardiologia dell’ospedale di San Gavino sono stati consegnati un monitor saturimetro, un defibrillatore monitor, insieme a un deambulatore e una carrozzina, acquistati grazie alle donazioni della comunità di Gonnosfanadiga e degli amici di Marika raccolte da parte dell'associazione “Madri Cristiane” della parrocchia Sacro Cuore di Gonnosfanadiga della diocesi di Ales-Terralba. Un dono molto importante la cui consegna era stata preceduta da un momento di raccoglimento per ricordare la quindicenne andata via troppo presto. In quell’occasione erano presenti Sabrina Foddi, mamma di Marika, Gianna Maria Floris, presidente delle Madri Cristiane di Gonnosfanadiga, il parroco del Sacro Cuore don Giorgio Lisci, il direttore della cardiologia Gianfranco Delogu, la dottoressa Margherita Casula e la coordinatrice infermieristica Laura Cabua.  «Abbiamo chiesto per Marika - aveva ricordato la mamma Sabrina Foddi in quell’occasione - non fiori, ma opere per fare del bene per gli altri. Noi abbiamo dato l’idea e l’associazione Madri Cristiane si è subito adoperata per la raccolta dei fondi. Marika era piena di vita, adorava la matematica e da grande sognava di diventare ingegnere. Giocava a pallavolo ed era aiuto catechistica. Adorava anche il calcio ed era tifosissima del Cagliari: col padre Fabrizio e con la sorella Manuela andavano sempre a vedere il Cagliari in curva Nord. Marika si impegnava in qualunque cosa facesse, nell'oratorio, nello sport, si donava agli altri senza mai imporsi e quando è stata male, tanta gente ci è stata vicina, abbiamo sentito tanto affetto e collaborazione».

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