Gruppo facebook: “Te lo regalo se vieni a prenderlo a San Gavino Monreale”


di Anna Luisa Garau
“Te lo regalo se vieni a prenderlo a San Gavino Monreale” è il nome di un gruppo facebook, aperto a tutti, nato il 2 giugno 2020 nel periodo della pandemia. Durante l’emergenza covid i media digitali assunsero un ruolo prezioso di surrogato alla presenza, permettendo interazioni che diversamente non avrebbero avuto luogo [caption id="attachment_121279" align="alignleft" width="299"] Paola Marras[/caption] Gli amministratori della pagina sono due donne: Paola Marras (coniugata con due figli, ha trascorso tanti anni a San Gavino Monreale e dieci anni nel Corno d’Africa, attualmente vive a Bassano del Grappa) e Andreina Puddu (sposata con tre figli, vive e lavora a San Gavino come impiegata comunale in qualità di assistente sociale). Il gruppo conta 5444 membri, numero che cresce quotidianamente, la media è di venti nuovi post al giorno. Nell’ultimo mese ci sono stati 559 post. I membri del gruppo sono di diversa età, così la professione, risiedono per lo più in Sardegna, in particolare nel Medio Campidano, dove il gruppo ha mosso i primi passi. È nato per caso, più che altro per liberarsi di cose ancora utili ma che non sono più utili. [caption id="attachment_121281" align="alignleft" width="297"] Andreina Puddu[/caption] La pagina è cresciuta subito a livello locale, si è allargata regolarmente anche con il passaparola e continua quotidianamente ad arricchirsi di nuovi iscritti che hanno capito in poco tempo lo spirito di condivisione e del riciclo delle cose», afferma Paola Marras. «Con Paola abbiamo pensato che sia per un discorso ecologico e anche economico fosse importante dare nuova vita a oggetti che per svariate ragioni avevamo dimenticato o accantonato a casa. Abiti che per cambio taglia o cambio gusti occupavano spazi nei cassetti, regali non graditi, insomma nuova vita e meno ecocentro», riferisce Andreina Puddu.  È vietata la vendita di oggetti ma vengono pubblicate volentieri offerte e ricerca di lavoro, richieste per trovare artigiani come l’idraulico, il giardiniere, la badante o anche ragazze per fare ripetizioni. Consentire ai membri di condividere oggetti che non si usano più attraverso uno scambio gratuito, senza scopo di lucro. Ridurre lo spreco, incentivare il riutilizzo e il riciclo degli oggetti per ridurre l'impatto ambientale e il rifiuto. Solidarietà e aiuto reciproco. Favorire la condivisione e l'aiuto tra membri della comunità, creando un ambiente di supporto e solidarietà. Promuovere lo spirito di comunità. Unire persone con interessi uguali per stimolare le interazioni e rafforzare il senso di appartenenza. Favorire l'economia circolare. Sostenere un modello economico in cui i beni vengono riutilizzati e condivisi invece di essere buttati. Cambiare abitudini di consumo, Sensibilizzare i membri sull'importanza del consumo responsabile e dell'acquisto consapevole. «Con uno sguardo avanti ma anche a valori che nascono nelle attività di comunanza che appartengono al passato (Aggiudu torrau)», conclude Paola Marras.

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