Guspini, avviati i lavori di restauro nella chiesa campestre di Sant’Isidoro


di Mauro Serra
  Nella chiesa campestre di Sant’Isidoro sono iniziati i lavori di restauro della facciata e del solaio. L’intervento, completamente finanziato da contributi di privati,  si è reso necessario a causa di infiltrazioni d’acqua in vari punti della struttura, costruita in cemento armato su un terreno donato da Caterina Murgia.  Nel 1984 la chiesa fu aperta al culto, grazie alle offerte della popolazione, in particolare da agricoltori e allevatori locali. Il parroco della chiesa madre del paese, don Antonio Massa, ha affidato alla Confraternita del Rosario l’incarico di custodire e restaurare le chiese campestri di Sant’Isidoro e San Giorgio. I due templi sono ubicati nelle campagne di Guspini, in quelle attorno alla chiesa di Sant’Isidoro si coltiva grano e cereali, mentre in quelle vicine alla chiesa di San Giorgio si producono ortaggi. Per secoli questi terreni hanno garantito alle famiglie guspinesi il loro sostentamento quotidiano. Gian Franco Scanu, associato alla Confraternita del Rosario, con gli altri confratelli sta promuovendo una questua per i necessari lavori di restauro. «Mio padre Antonio in soli due anni fece una questua per la costruzione della chiesa di Sant’Isidoro - afferma Scanu - con grande dedizione e sacrificio. La chiesa fu costruita anche con la mia partecipazione come geometra. Oggi la chiesa necessita di restauri. Non è solo un luogo spirituale, ma rappresenta l’impegno e il sudore di tanti lavoratori rurali. Restaurare la chiesa è un dovere se si vuole consegnare ai giovani il significato e il messaggio della famiglia cristiana nella società». Attualmente le due chiese campestri sono in condizioni critiche, soprattutto nella parte muraria esterna. C’è bisogno di una profonda operazione di risanamento, di ripulitura e restauro. Serve un intervento efficace, già avviato dall’impresa edile di Fabrizio Virdis, ma per proseguire i lavori sono necessari altri fondi per l’acquisto di materiali speciali e per questo si chiede la sensibilità di tutta la popolazione. Chiunque voglia contribuire si può rivolgere agli interessati: Gian Franco Scanu (tel. 338 9621584), Roberto Carta (tel. 327 2969215 - Priore della Confraternita) e Ignazio Leo (tel. 340 4204695).    

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