di Maurizio Onidi
“ Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale di Guspini seguono con preoccupazione lo svilupparsi delle vicende della Portovesme Srl che ieri ha confermato la fermata della linea produttiva della linea del piombo nella fonderia di San Gavino e nell'impianto KSS del Sulcis” si legge nel comunicato a firma del sindaco Giuseppe De Fanti emesso a seguito dell’annunciato blocco da parte della Portovesme srl. [caption id="attachment_106599" align="alignleft" width="376"]
Giuseppe De Fanti[/caption]
“Dopo aver atteso con qualche speranza l’incontro di ieri presso il MISE e preso atto della volontà dell’azienda di procedere con lo stop della produzione e la messa in Cig della maggior parte dei lavoratori.L’esorbitante aumento del costo dell’energia che oltre aver già messo in crisi nei mesi scorsi anche lo stabilimento di Ceramica Mediterranea a Guspini non è stato contenuto che in minima parte dal DPCM sull’Energy Release che ha fissato il prezzo per le industrie energivore”, sottolinea De Fanti nel comunicato che auspica “Vista la situazione ci si appella alla Regione Sardegna affinché intraprenda ogni iniziativa diretta, o che coinvolga il Governo Nazionale, volta a scongiurare la chiusura del comparto del piombo nel Sud Sardegna. A detta di tutti gli osservatori, peraltro, la problematica parrebbe affrontabile in considerazione delle lavorazioni la cui componente energia non è preponderante come in questo caso. Dobbiamo far tesoro delle esperienze passate”, precisa il primo cittadino, “Dove le chiusure di attività importanti non possono considerare esclusivamente dagli aspetti aziendali ed economici, ma si devono mettere al centro dell’attenzione le persone, le famiglie e il diritto al lavoro, e ciò affinché le comunità interessate già gravemente ferite dalla disoccupazione e non debbano essere le uniche a pagare con sacrificio.Pronti a scendere in piazza al fianco dei lavoratori e sostenere ogni forma di lotta sollecitiamo l’urgenza di interventi tangibili e concreti da parte governativa e regionale”.
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