Guspini: manifestazione pro Gaza "La pace tra israeliani e palestinesi ponga fine al genocidio"


di Sandro Renato Garau
  Sabato 7 giugno la comunità di Guspini ha voluto dire no al genocidio che si sta perpetrando sulla striscia di Gaza nei confronti del popolo palestinese. Lo ha fatto con una manifestazione organizzata da un gruppo di cittadini. Il corteo partito da Piazza Togliatti ha percorso alcuni tratti di Viale di Vittorio, Via Roma, Via Zeppara, Via Matteotti, Via Roma, Viale Libertà, Via Santa Maria, sino a Piazza XX Settembre. Scortati dai Vigili urbani e dalle forze dell’ordine i circa 300 partecipanti, in silenzio, si sono avviati. Presenti cittadine/i di ogni età, il Consiglio comunale, molte associazioni di volontariato cattolico e no, con le loro fiaccole e con le due uniche bandiere, quella della Palestina e della Pace. Ha aperto il corteo la bandiera della Palestina portata da alcuni ragazzi e adulti. Una musica triste e grave ha fatto da sottofondo alla manifestazione che è arrivato in Piazza XX Settembre dove le bandiere sono state posizionate sulla scalinata del tempio dedicato a San Nicola di Mira. Poi un momento di silenzio rotto da una sirena che ha dato via ad un flash mob nel quale i partecipanti si sono sdraiati per terra a simboleggiare il massacro di molti bambini e adulti impotenti nei confronti di bombe e proiettili. In un commosso silenzio, i due pensieri finali: il primo, affidato a Pino rappresentante dell’Associazione Sardegna - Palestina che ha letto un brano della poesia “Resteremo qui” del poeta i Tawfiq Zayyad (1922-1994) tratto da “Racconti e poesie dalla Palestina. Dal fiume al mare”. " Resteremo qui … Come fossimo una ventina di impossibilità a Lidda, Ramleh e in Galilea... Rimarremo come un muro sul vostro petto, come pezzi di vetro e pelle di fichi d'india nella gola e qual tempesta di fuoco negli occhi. … laveremo, probabilmente, i piatti nei bar, riempiremo di vino i bicchieri ai vostri signori e puliremo, forse, il pavimento delle nere cucine per poter tirare fuori dai vostri odiosi denti il pane per i nostri figli; … Soffriremo, probabilmente, di fame e di nudità, ciò malgrado, vi sfideremo canteremo poesie flagelleremo con furiose manifestazioni le strade colmeremo di fierezza le prigioni; e dei nostri bimbi faremo una ribelle generazione dopo l'altra. …qui custodiremo le ombre dei fichi e degli olivi, e, quale lievito nella pasta, pianteremo i nostri pensieri della Resistenza. …Se avremo fame ci nutriremo di sabbia, ma non partiremo di qui e non tarderemo a offrire il sangue per la terra nostra…Scendete, qui, più profonde e forti o vive radici nostre; scendete più in fondo; il nostro persecutore, invece, faccia bene i suoi conti prima che si sconvolgano le ruote, perché ogni cosa ha la sua fine! …" A  chiudere la manifestazione, a Zuhair Abu Touq, un palestinese che da anni vive e lavora nella nostra comunità, il quale ha ringraziato i presenti per la solidarietà, necessaria al popolo palestinese per ricominciare a sperare di vivere in modo dignitoso. “Che la Palestina sia riconosciuta come stato indipendente e torni Libera, che la pace tra israeliani e palestinesi ponga fine al genocidio”.    

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