Guspini per il nostro Domani: insieme!


Alleanza Sinistra Guspinese: “Fin dall’inizio del nostro percorso ci siamo interfacciati con le difficoltà di una comunità ferità da un mancato sviluppo”
Guspini per il nostro Domani: insieme!

Nessun progetto politico dovrebbe essere slegato da un progetto culturale che ne apra l’orizzonte, lo sospinga e gli dia gambe per correre. Con questa convinzione partiamo dal basso, da un ascolto che non è parola vuota ma metodo, non consigli, non opinioni, il cui ascolto sia legato alla buona volontà di chi amministra, ma un metodo strutturato fatto di fasi guidate, programmate, rendicontabili. Questo metodo, il come fare le cose, diviene la prima e fondamentale immagine di un modo nuovo di voler amministrare la nostra comunità guspinese.

Fin dall’inizio del nostro percorso ci siamo interfacciati con le difficoltà di una comunità ferità da un mancato sviluppo. Il sogno spezzato dalla fine dello sviluppo minerario ha lacerato nel profondo il tessuto comunitario. Ferite profonde hanno segnato la nostra comunità minandone la capacità di sperare. Come nuovi tessitori di questa trama vogliamo agire affinché riemerga chiara l’identità del nostro territorio. Mentre guardavamo piangenti la fine delle miniere, abbiamo dimenticato per decenni il mondo agro pastorale che da sempre nutre la nostra comunità. Un mondo fatto di persone, non di individui, come accade tra i banchi di una società dei consumi. Partendo dalla necessarietà delle relazioni umane vogliamo agire capillarmente sulle dinamiche di comunità. Comitati di quartiere, affidamento ai residenti degli spazi comunitari, case di comunità da coabitare tra associazioni e cittadini dove le persone non sono utenti ma attori protagonisti. L’abitare diffuso cambia il volto di una comunità che invecchia attivamente nella condivisione di spazi e servizi per riuscire, insieme, a superare difficoltà concrete legate al basso potere d'acquisto delle pensioni e ai costi sempre più elevati dei servizi assistenziali. Queste isole comunitarie vanno, anno dopo anno, a riconnettersi un un'unica comunità dove nessuno è lasciato solo, perché laddove il comune può sembrare lontano, burocratico e complesso, la rete comunitaria dei cittadini, dei vicinati riattivati e responsabilizzati, diviene sentinella dei bisogni, sensore sociale per coloro che lentamente rischiano di scivolare tra gli invisibili.

Un tessuto così ridisegnato ha l’ambizione di divenire comunità accogliente. La cura degli spazi non come un fare fine a sé stesso, ma inserito in un disegno unitario di bellezza, capace di consegnarci un’idea, un modello al quale ricondurre tutti gli interventi. Non dieci stili di marciapiedi, non piazze ognuna diversa e brulla, ma spazi abitabili, riconoscibili, realmente accessibili. In un’ottica sì fatta, risulta necessario allora prendere in mano il PUC avendo il coraggio di guardare alla storia del nostro territorio. Non un centro storico idealizzato ed inesistente, ma isole storiche, a fronte di spazi da svincolare da criteri che ne hanno limitato la vivibilità e l’utilizzo da parte della comunità. Un centro cittadino da riabitare nel solco di una storia che porta nei palazzi e nelle case i segni di uno sviluppo industriale mancato. La nostra storia passa attraverso la custodia e la salvaguardia del passato, ma anche la vivibilità del presente. Abbiamo perle da tutelare, rendere fruibili e visitabili, Montevecchio da abitare, Neapolis e il patrimonio archeologico da collegare ad una rete territoriale dell’accoglienza, della ristorazione e dell’artigianato locale. Nessun nuovo consumo di suolo, ma anzi, zone da rinaturalizzare. In quest’ottica è fondamentale da un lato garantire servizi di comunità a Is boinargius, con l’apertura settimanale di uffici essenziali, e dall’altro lato, ricucire il paese con un grande polmone verde che dai giardini pubblici arrivi fino ai basalti colonnari e al polo culturale e dell’accoglienza nelle vecchie casermette, da trasformare in primo punto di accoglienza, stazione di sosta verso il mare, sala incontri nel verde urbano da usare per tutte le associazioni, spazio giovani per eventi e musica.

Tanto lavoro da fare tutte e tutti insieme. Ma urgente, necessario. Lo sanno bene le nostre aziende, abituate a ripensare continuamente il proprio futuro per andare avanti. Da loro vogliamo imparare la resilienza e la sostenibilità delle idee. Investire sul nostro territorio, è investire su coloro che ogni giorno investono in esso, favorendo regole chiare e valide per tutti, una reale competitività che superi ogni sistema, affidamenti di lungo periodo. Uno sportello impresa e un assessorato dedicato che possa facilitare, informare e accompagnare la nascita di nuove start-up, legando finalmente le strutture del PIP, come i laboratori di transizione, a politiche attive del lavoro che un sapiente lavoro politico deve ottenere dalla Regione. Ecco, il ritorno della politica, della presenza. Riportare Guspini dove merita di stare, senza assenteisti di chi ha il compito di esserci, di rappresentare il paese nei tavoli dove far sentire il proprio peso, per salvare autonomie scolastiche, servizi sanitari essenziali, investimenti sul territorio. Ritorniamo a contare, insieme.

Marco Pala

Candidato sindaco

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