L’Assunta a Guspini. Festa di una comunità. Il gesto preparatorio per eccellenza all’evento è quello della recita del Rosario in sardo e is Coggius che inizia il 13 luglio, e termina il 13 agosto, vigilia della Festa. Custodi del rito gli anziani, nonne e madri che tramandano una tradizione ricevuta dagli avi. Una venerazione che è molto più che tradizione. In ogni quartiere is Coggius dopo cena accompagnavano le poste del rosario, facevano da nenia per i bambini, consolavano i malati. Il ritornello che segue ogni strofa è un tripudio di gioia “Su Celu est in allegria; / Sa terra in solennidadi. / In tronu de Magestadi, / Riposat oi Maria” (Il cielo è in allegria, / la terra in solennità, / in trono di maestà / riposa oggi Maria). Maria riposa in trono di maestà prima di essere Assunta in cielo. La filastrocca è un atto d’amore, la versione de Is Coggius che i guspinesi cantano è custodita nell’archivio parrocchiale di san Nicolo, è stata manoscritta da Raimondo Lampis e data 10 maggio 1852. Ciò che ci si può chiedere quali messaggi? Le ottave che celebrano la grandezza dell’Assunta, ripetendo la stessa melodia, cosa possano trasmettere all’uomo contemporaneo? Quattordici ottave - strofe, cubas, e sa torrada, il ritornello che si ripete dopo ogni strofa.
Cun d'una boxi amorosa, / Su fillu dd’hat cumbidada, / Beni po esseri coronada / Mamma cara, Filla e sposa; / Totu bella e tot'ermosa, / De su Libanu gloria. La delicatezza del verso, l’invito del Figlio a essere incoronata nella triplice veste di Mamma, Figlia e Sposa del Creatore sono un inno alla complessità e semplicità del mistero di Dio.
De su Carmelu decoru, / De Saron ses ornamentu, / De su celu ses cuntentu, / De is Angelus tesoru; / Po Reina deu t'adoru,Mamma de Sabidoria'. Le lodi si sommano amplificate dalla gioia degli angeli.
Cun d'una sola mirada, / Custu coru has allirgau, / Coru a Tui dedicau, / O columba immaculada / In su Celu ses esaltada, / Subra dogna gerarchia. Anche il rispetto delle gerarchie celesti mette Maria al primo posto dopo la Trinità.
In Gesusu s'Ascenzioni / Fiat prus nobili in potenzia / Prus rica magnificenzia, / Est sa tua Assunzioni; / Issu Fillu tuu in personi / Ti fait dulzi cunpangia. Le differenze: l’Ascensione di Gesù è stata potenza, ma la tua Assunzione Maria è stata più ricca in magnificenza, con la regia di tuo Figlio.
Tui sola e singulari' / Subra tot'is Cherubinus, / T'assistint is Serafinus, / Sa Corti Celesti impari; / In su Celu, terra e mari, / Tui tenis sa primazia. Il primato, in Paradiso, sopra tutta la corte celeste è comunque il tuo.
Tui ses dispensadora' / De is grazias celestialis / De is poborus mortalis / Ses potenti protettora; / Notti ses, e no Aurora, / A s'lnfernali Tirannia. Il conflitto tra notte e aurora per la tirannia infernale caratterizzano l’Assunta che protegge con le sue grazie i poveri mortali.
Cussa Regia briglianti, / Po tui fi preparada, / Imperadora destinada, / De su Deus regnanti, / Sposa sa prus amanti, / E digna de Monarchia. La regina destinata Imperatrice dal Dio regnate. La sposa più amante. Questi titoli e i riconoscimenti.
De Gessen ses bellu fiori, / De Israelli riccu vantu, / A Tui su solu mantu / Solit essir de risplendori, / Ses sa gloria, ses s'onori, / De su verdaderu Messia. Le lodi a Maria continuano a essere espresse secondo quella cantilena o nenia che accompagna i gesti d’amore.
In tui est accabada / S'ostinad e dura gherra, / Chi po s'inferru sa tèrra / Tollèrat angustiada; / Eroina preconizzada, / De su celu e terra allegria. Il messaggio è chiaro, anche la guerra ostinata e dura che come campo di battaglia usa la terra è finita con Te Maria.
Cussu corpus tuu cunsegrau / Aundi hat fattu residenza. / Noi mesis s'onnipotenzia / De Gesusu. Verbu Incarnadu, / Ddu cuntemlant onorau / Cun angelica melodia. E ecco cielo e terra si riuniscono nel corpo di una giovane donna.
Is Apostulus congregaus, / In su sacru funerali, / Su cantigu angelicali / Nd'ascortant ispantaus: / Testimongius sunt istaus / De sa dulzi sinfonia. Non potevano mancare gli apostoli e il sacro funerale è accompagnato dal canto degli angeli
Po fillus is peccadoris / Tui t'abbrazzàs in sa gruxi / Oi dei cussa immensa Iuxi, / Dispensas grazias e favoris: / De su Celu is risplendoris. / Nos'allirghint in s'agonia. Ancora richiesta di intercessione per i tuoi figli peccatori
Mamma ses universali, / Consolu de su cristianu, / Nos difendas de su tirannu, / Falsu spiritu infernali: / Mamma nostra speziali / Totu duizi clemonti e pia. Universale, Consolatrice, Difesa contro la tirannia e lo spirito infernale, Mamma speciale, dolce, clemente e pia.
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Il nuovo abito (foto Fernanda Pinna)[/caption]
Oggi il rituale è lo stesso e la supplica anche. I vecchi ricordano i luoghi di preghiera, sparsi in tutti i vicinati della parte storica di Guspini. Uscivano dai loro portoni con la seggiolina in legno o di ferula in mano, si mettevano in cerchio ai crocicchi delle strade o in uno spazio sufficiente ad accoglierli. Erano le donne del vicinato e qualche uomo. I ragazzi e i bambini invece giocavano sino a che la sera d’estate non avvolgeva tutto e la preghiera non era finita. Rispondevano alla recita del rosario in sardo, a questo seguivano is Coggius. Al termine il saluto: Deus si lessada bona notti a passai! (Dio vi conceda una buona notte da trascorrere!), seguito da: Deus bollada! (Che Dio lo voglia!), chiudeva la giornata.
Ogni sera, dal 13 luglio al 13 agosto. Il 14 è vigilia della Festa. Guspini si prepara, nei modi d’uso alla vestizione della Madonna Dormiente deposta nel suo giaciglio. Le pochissime donne che tradizionalmente si tramandano questo compito di madre in figlia, lo fanno a porte chiuse: scelgono l’abito, i sandali, i veli e l’altra biancheria che l’Assunta indosserà per la festa. A sera Lei è pronta. Portata a spalla dagli uomini della comunità in camicia bianca, in processione, percorre il tratto che dalla parrocchiale di san Nicolò raggiunge la sua chiesetta al centro del paese. L’altra uscita del simulacro sarà il giorno dell’Assunta per la processione nelle vie del paese. Infine all’ottava il tripudio del rientro. La Festa è finita.
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