Guspini: Vandalizzati i manifesti elettorali di due candidati


Un fenomeno purtroppo ricorrente durante le campagne elettorali, che continua a suscitare indignazione tra cittadini e amministratori
Guspini: Vandalizzati i manifesti elettorali di due candidati

Negli ultimi giorni diversi manifesti elettorali sono stati oggetti di strappi, scritte offensive e danneggiamenti che hanno colpito la candidata sindaco Simona Cogoni, della lista “Ricominciamo insieme per Guspini Impari” e il candidato sindaco Marco Pala, della lista “Alleanza sinistra guspinese”.

Simona Cogoni

Un fenomeno purtroppo ricorrente durante le campagne elettorali, ma che continua a suscitare indignazione tra cittadini e amministratori.

Il danneggiamento dei manifesti non rappresenta soltanto un atto di inciviltà, ma anche un gesto che riporta al centro l’importanza dell’educazione civica. 

La campagna elettorale, da sempre momento di confronto in cui i candidati hanno il diritto di presentare le proprie proposte e i cittadini quello di informarsi liberamente assume una particolare importanza soprattutto in un periodo in cui la partecipazione e il confronto dovrebbero essere strumenti di crescita e non di divisione.

«Sono gesti spiacevoli. Guspini non merita giudizi negativi per colpa di pochi che, forse per gioco o per esprimere un disagio, compiono azioni che paghiamo tutti come comunità» dichiara Simona Cogoni. «Non condividere idee non autorizza a mancare di rispetto. Spero sia l’ultimo episodio: serve capire le radici di questo malessere e lavorare sul piano culturale, senza quindi sottovalutare l’accaduto e continuare a lavorare con rispetto, ascolto e responsabilità» sottolinea la candidata a prima cittadina.

Marco Pala

Dello stesso tenore la dichiarazione al nostro giornale da parte di Marco Pala «Penso onestamente che si tratti di un segnale di malessere della comunità rivolta verso la classe politica tutta. Non penso assolutamente che ci sia un mandante ma che siamo tutti e tre candidati vittime di un clima che da un po’ di anni a questa parte ha perso fiducia nelle Istituzioni».  

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