La proprietà del terreno passò di mano in mano: prima ai Gesuiti, poi divenne Reale Patrimonio quindi all’avvocato Salvatore Cadeddu che, ritenuto uno dei promotori della “Congiura di Palabanda” (Ottobre 1812) il cui scopo era quello di rovesciare Vittorio Emanuele I, fu impiccato nella vicina Piazza d’Armi.
Nel 1851 l’Università di Cagliari decise di rilevare il terreno e far decollare definitivamente l’idea di Orto Botanico cagliaritano.
Tra le figure di spicco che lavorarono al progetto ricordiamo l’architetto Gaetano Cima e il Primo Giardiniere Giovanni Battista Canepa. Fu inaugurato nel Novembre del 1856 dal suo fondatore, il professor Patrizio Gennari. Dopo una serie di alterne vicende arriviamo alla struttura così come la conosciamo oggi con una superficie di circa 5 ha, 300x150 metri, incastonato all’interno di un sito di notevole importanza archeologica e architettonica limitato superiormente dall’Anfiteatro romano realizzato tra il I e il II secolo d.C., capace un tempo di contenere fino a diecimila spettatori. Al di sotto troviamo la Villa di Tigellio, un complesso di tre Domus sorto nel I secolo a.C.; entrambi i siti sono aperti al pubblico.
Altri elementi di rilevanza archeologica sempre del periodo romano li ritroviamo anche all’interno dell’Orto Botanico, come per esempio la Vasca del Trifoglio le cui origini risalgono presumibilmente al IV secolo a.C. e tre cisterne a bottiglia in buono stato di conservazione, una delle quali è visitabile. L’acqua che proviene dalla Vasca del Trifoglio è utilizzata per riprodurre l’ambiente naturale di un oasi denominato Palmeto, dove è stata concentrata la collezione delle arecaceae (palmae).
Le altre collezioni presenti sono le piante succulente, quelle cioè che permettono di immagazzinare grandi quantità d’acqua. Il settore è identificato come Deserto.
Di recente realizzazione (1996) è l’Orto dei Semplici dove sono coltivate le piante officinali; settore caratterizzato dalla presenza di pannelli esplicativi in carattere Braille e di corrimano intorno ad alcune aiuole, allo scopo di renderlo fruibile anche alle persone ipovedenti.
Le altre collezioni sono quelle della Specie Mediterranea: le Geofite, il Bosco Mediterraneo e le Roccaglie della Biodiversità, ultima in ordine cronologico e inaugurata solo nel 2004. Qui troviamo esposte le specie rare dei sistemi insulari del Mediterraneo Occidentale, con particolare riferimento a quelle sarde.
Oltre alle sezioni appena elencate vanno segnalati diversi esemplari arborei piantati già nella fase costitutiva del progetto di Orto Botanico a Cagliari, ideato per riprodurre un ambiente ideale per l’acclimatazione delle specie tropicali per poi diversificarsi ed avere anche una consistente presenza di flora mediterranea.
L’acronimo con il quale lo conosciamo oggi HBK Orthus Botanicus Karalitanus, si rifà al nome originario; è aperto al pubblico tutti i giorni escluso il Lunedì e in occasione della manifestazione Monumenti Aperti fa registrare sempre un grosso successo di pubblico.
Per maggiori curiosità e informazioni su eventi e progetti si rimanda alla pagina Facebook ortobotanicocagliari.
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