Lo scorso 29 aprile, nella scuola primaria di Villamar, i bambini hanno piantato degli alberi vivendo una giornata all’insegna di emozioni, rispetto e speranza. L’iniziativa, denominata “Un albero per il futuro”, è stata promossa dal Coordinamento dei presidenti dei consigli di Istituto della Sardegna e sostenuta dal Ministero dell’ambiente, e quindi proposta all’istituto comprensivo di Villamar. L’idea (che in passato è stata già applicata da altri istituti scolastici, anche del Medio Campidano) ha voluto dare, attraverso la pratica della piantumazione, un messaggio profondo. Agli alunni sono state consegnate alcune piante autoctone della Sardegna da Michele Ravaglioli, comandante del Centro anticrimine natura di Cagliari. I bambini, con l’aiuto degli insegnanti e dei carabinieri forestali, le hanno quindi piantate con cura in spazi appositamente scelti: ogni pianta è stata geolocalizzata e inserita nel progetto del “bosco diffuso”, una rete di alberi piantati nelle scuole di tutta Italia per costruire un legame concreto con la natura. Durante la piantumazione vi è stato un momento che ha rappresentato più di tutti la giornata quando è stata affidata alla scuola una talea speciale: si è trattato di un frammento del grande “ficus macrophylla” che si trova davanti alla casa del giudice Giovanni Falcone, in via Notarbartolo a Palermo. Da quel pezzo autentico è nata una nuova piantina, coltivata nei vivai dei carabinieri per la biodiversità di Pieve Santo Stefano. Ora una parte viva di quell’albero simbolo della lotta alla mafia cresce anche a Villamar, tra le mani e gli sguardi attenti dei più piccoli. All’evento erano presenti il dirigente scolastico Roberto Scema, il sindaco Gian Luca Atzeni, il portavoce regionale del coordinamento Pino Aquila, insieme a tanti cittadini, docenti, personale ATA e famiglie. È stato un momento semplice, ma pieno di senso: piantare un albero è un gesto che guarda lontano, e farlo insieme significa credere davvero in un futuro migliore.
© Riproduzione riservata