I cinquant’anni da venditore ambulante di Salvatore Porcu


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>Cinquant’anni di carriera lavorativa: è questo il bel traguardo raggiunto da venditore ambulante villamarese specializzato nella vendita di dolci. Conosciuto dai più come presenza fissa nelle feste paesane e in tutti gli eventi enogastronomici del territorio,

3v  Salvatore Porcu festeggia quest’anno questo risultato con grande soddisfazione. «Iniziai, nel lontano 1967, nella bottega di mia madre - commenta - avevo appena sette anni e in famiglia era tradizione preparare i dolci tipici del nostro paese, alcuni dei quali oggi sono sconosciuti ai più. Altri tempi: facevamo meno trasferte rispetto a quanto non si faccia oggi e riuscivamo a ritagliarci un buon reddito per la nostra famiglia. Nei primi anni ottanta ho intrapreso l’attività da solo, prima aiutato da alcuni dipendenti e poi, una volta cresciuti i miei figli, assistito da mia moglie Silvana». Al di là dell’attività lavorativa fine a sé stessa, cinquant’anni sono un lasso di tempo in cui si possono raccontare tante cose. «Questo lavoro - continua Salvatore - mi ha dato modo di conoscere tantissime persone un po’ dappertutto. Soprattutto tempo fa una trasferta per una festa paesana non di rado si trasformava in momento di grande socializzazione: non di rado è capitato che venissi persino ospitato a dormire da amici e conoscenti che, nel corso di questo lungo periodo, ho conosciuto». Una carriera così lunga, iniziata nel periodo del boom economico italiano e sino al periodo attuale tutt’altro che florido economicamente, è normale si sia inevitabilmente trasformata con passare degli anni.

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«Quest’attività - spiega Salvatore - mi ha permesso per anni di vivere più che dignitosamente. Purtroppo, da diverso tempo, le cose non sono più così; colpa di tanti fattori, su tutti le alte tasse che noi ambulanti dobbiamo sostenere, una zavorra che ha ridimensionato verso il basso le potenzialità economiche di chi vuole affacciarsi a questa professione. A causa di ciò, soprattutto nel territorio, sono pochissimi coloro che decidono di intraprendere questa strada. Personalmente sono felice per questo risultato che ho raggiunto, ma lo sono altrettanto per il fatto che i miei figli abbiano deciso di non percorrere le orme del padre. Sono realista: allo stato attuale delle cose quest’attività non è più remunerativa come un tempo. Nonostante ciò rifarei tutto ciò che ho fatto; per questo ci tengo a ringraziare mia moglie che sempre mi accompagna nel lavoro e a ricordare con molto affetto mia madre; è stato grazie a lei, infatti, che ho acquisito la passione per questo lavoro che ancora, seppur non con la redditività di tempo, continuo a portare avanti con piacere.

Simone Muscas

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