I giornalisti de La Gazzetta del Medio Campidano si incontrano


Giovedì 30 luglio i giornalisti e i collaboratori della Gazzetta del Medio Campidano si sono incontrati nel borgo minerario di Montevecchio
I giornalisti de La Gazzetta del Medio Campidano si incontrano

Un gruppo di giornalisti e collaboratori della Gazzetta del Medio Campidano si sono ritrovati nel borgo minerario di Montevecchio per una giornata d’incontro.
È stata un’occasione speciale soprattutto perché alcuni di loro, pur conoscendo le firme e le provenienze, non si erano mai incontrati, non avevano mai scambiato una parola. La loro relazione, sino ad allora, era passata per la firma apposta sotto gli articoli che raccontavano una porzione di territorio, solitamente quello di provenienza, o le fotografie che coglievano momenti importanti delle varie comunità.

L’incontro nella piazzetta dedicata alle Cernitrici con trasferimento nella sede de Sa Mena, l’associazione dei minatori, dove il presidente Ugo Atzori, assieme ad altri soci, ha raccontato ai presenti scampoli di vita del borgo minerario e la storia della nascita delle miniere di Montevecchio. 
La visita guidata al piccolo museo dell’Associazione ha concluso il primo momento. 
Il gruppo si è quindi incamminato lungo le vie del borgo, ponendo molte domande ai soci di Sa Mena e ascoltando storie di uomini e donne che, dal 1848, hanno lavorato e fatto crescere il territorio. 
Si è parlato di filoni minerari, di tecniche, di strutture per il trattamento degli stessi, e soprattutto del lavoro dell’uomo di miniera, quello faticoso, che ha fatto nascere naturalmente quella cultura mineraria che si è integrata con quella agropastorale già presente nel territorio.

Il pranzo è stato il momento finale dell’incontro. I colleghi giornalisti hanno ringraziato Gian Paolo Pusceddu direttore della testata e Antonietta Nolli, amministratore unico, per i 27 anni di vita del giornale e le opportunità loro offerte. 

L’auspicio finale è stato che una voce libera, come la Gazzetta del Medio Campidano, senza condizionamenti, continui a raccontare la vita e le storie degli uomini e delle donne che abitano il territorio del Medio Campidano e di quanti, sparsi nel mondo, lo hanno lasciato per seguire e realizzare sé stessi.

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