I settantenni di Guspini si incontrano


di Sandro Renato Garau
L’8 dicembre, come da molti anni, si sono incontrati i 70enni di Guspini. I nati nel 1955 erano quasi 400. Quasi nessuno l’ha voluta chiamare rimpatriata, anche se per qualcuno che ha lavorato all’estero lo sarà stata. In molti hanno preferito incontro.   La giornata ha una sua storia, era iniziato al compimento dei 50 anni ed è continuata sino ad oggi. Erano i tempi nei quali tutti, o quasi, erano impegnati nel lavoro, nel metter su casa, qualcuno all’estero o in giro per l’Italia. Stavolta chi ha potuto esserci e ha voluto c’è stato. “Anche tu?” “Quanto tempo!” “Ciao! Come stai!” “Eravamo in classe assieme!” Queste le espressioni più comuni. Come doveva essere, negli anni ciascuno ha seguito la sua strada, alcuni laureati, altri no, operai, agricoltori, professionisti e tecnici in molti settori, insegnanti, commercianti, dipendenti pubblici, qualche militare. Mondi lontanissimi che si rincontrano per riconoscersi e condividere le loro esperienze. Alla festa erano invitati anche mogli, mariti e, per chi lo avesse voluto, anche figli, fratelli e poi alcuni ospiti. Qualcuno, purtroppo non c’è più, e il peso degli anni si veda nei visi e nel portamento dei presenti. Ciò che però è rimasto è lo sguardo vivo rivolto non al passato ma all’orizzonte, il futuro. La consapevolezza è che il domani andrà vissuto sino in fondo e che c’è ancora tempo per sognare. Chi c’era si è informato sugli assenti. Ripercorrere alcuni momenti della propria vita e condividere esperienze è stato necessario senza piegarsi sulla nostalgia. Bello sentirsi dire: “Cos’hai fatto sino ad ora? Quanti figli hai? Dove lavoravi? Sei sposato?” Tutte domande utili a riannodare fili. Una presenza speciale è stata quella di don Gianpaolo Spada, ormai ultraottantenne, direttore dell’ortatori San Domenico Savio negli anni in cui i 70enni erano adolescenti e poi giovani. Alcuni li ha anche sposati. Chi ha coordinato la giornata sono stati coloro che da molti anni tengono viva questa piccola tradizione; quasi una missione! Giorgio e Marinello si sono prodigati per rintracciare quelli del 1955 nati a Guspini e quelli provenienti da altri paesi ma residenti. I due hanno cercato un ambiente accogliente, semplice e gradevole per trascorrere qualche ora assieme. Ringraziarli è doveroso. Il locale, scelto con cura, è stato la “Vecchia Miniera” a Guspini, il pranzo, come la compagnia, sono stati speciali. Una bella giornata, dove le storie e i sorrisi si sono intrecciati. I saluti, gli abbracci e… “a s’annu chi benidi!” hanno chiuso la giornata. Che siano proiettati verso i 71.

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