Igor Lampis, artista poliedrico tra letteratura e musica


di Anna Luisa Garau
Igor Lampis, as StravyPaz, nato a San Gavino Monreale nel 1976, trascorre i suoi primi vent’anni a Pabillonis, dove vivono i genitori. Dopo la laurea in ingegneria si trasferisce a Cagliari. Ora risiede a San Sperate. Ha una spiccata passione per la musica e la letteratura.  Chitarrista, cantautore, scrittore e poeta, nel 2000 è promotore dei Punkillonis, una band di sperimentatori strumentali. Ha scritto i romanzi Lo spirito del mio tempo, Quasi 17, L’ isola, Il pozzo, Paranoie, Non è la fine del mondo. Tra i testi poetici ricordiamo Orizzonti verticali e Pensieri in verticale. Romanzi e poesie da gustare, che evidenziano la sua schiettezza con cui desidera arrivare nell’animo di chi lo ascolta. Le sue poesie, sotto forma di canzoni, rappresentano una sorta di “Cantacronache” e prendono spunto da temi sociali, politici e di attualità. Dal 2018 inizia una nuova sfida con il progetto “Il Nuovo Cantacronache”, che simboleggia l’essenza del pensiero che unisce due movimenti di artisti in unica entità, ma con nuove consapevolezze. Questo è possibile anche grazie a Margot Galante Garrone, cantante popolare, ex componente del gruppo Cantacronache, figlia maggiore del magistrato e politico Carlo, venuta a mancare nel 2017, che ha permesso al nuovo gruppo di fregiarsi del logo “Nuovo cantacronache“. Il progetto comprende sei volumi con la collaborazione di Mireille Safa, Malva, Beppe Chierici, Giuseppe Mereu; il quarto volume è a cura di Igor Lampis e vengono affrontati temi sociali, politici e di attualità. Nel 2021 con il disco Punk-Autoriale, Igor Lampis torna sul genere Punk coinvolgendo gli artisti Pasquale Posadinu, Quilo, Dandy Bestia (Skiantos), Fabio Marras, Max Viani, Giacomo Zucca, Nicola Pisu, Steve Minnei, Luca Ricatti, Mireille Safa, Beppe Chierici, Luca Veroni, Raffaele Cuomo, Fabio Perria, Stefano Mura, Lorenzo Veroni, Gianni Palmas, Michele Uccheddu, Claudio Kalb. Un disco che può definirsi “collettivo”, infatti Igor fa rete con altri gli artisti.  I temi trattati sono quelli a cui ci ha abituato la penna tagliente di Igor StravyPaz, i tempi moderni, le bassezze umane, la stupidità dilagante e la massificazione spersonalizzante, sempre irriverenti, pungenti, ironici e beffardi, ma anche con qualche nota più dolce e sentimentale nelle ballate inserite in questo nuovo disco, con cui l’autore porta avanti la gloriosa e indimenticabile tradizione del Cantacronache piemontese con nove brani con testi sferzanti, pungenti, sarcastici, sardonici. Il risultato è interessante e coinvolgente con cui ha entusiasmato gli amanti di questo filone della canzone d’autore nostrana. Nell’aprile di quest’anno esce “Amore ero ma”, disco palindromo, che racconta un mondo che sembra essersi arreso. Un silenzio che si contrappone a un chiasso sempre più assordante di rabbia, dolore e disperazione. È l’amore che trasforma il rumore in musica. La scintilla è il rock, quello di Igor Lampis e non, che non si spegnerà finché ricorderemo che la musica e l’arte sono le nostre armi che non uccidono ma che ti possono svegliare da quel torpore e possono riaccendere l’amore perché la musica è l’arma dell’amore e se l’ascolti veramente riesce a sciogliere tutti i nodi e sovrapporsi a un muro di silenzio perché dove non c’è amore il rumore resta rumore. “Amore ero ma” vuole essere uno squarcio di grande amore in un mondo di chiasso quasi insopportabile.

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