«Sarà portato nel prossimo consiglio comunale previsto per il 3 novembre, l‘ordine del giorno sul dimensionamento scolastico per il 2024/2025, nei confronti del quale la nostra amministrazione esprime contrarietà» dichiara Marcello Fanari, assessore con deleghe Sport, Politiche energetiche, Innovazione tecnologica, personale, presentatore dell’ordine del giorno. “Premesso che: con l’approvazione della legge n. 197 del 2022, Legge di bilancio dello Stato, sono stati approvati i nuovi criteri e modalità di definizione dei piani di dimensionamento scolastico; – dall’analisi delle nuove disposizioni si evince che le stesse produrranno effetti negativi in termini di riduzione di istituti, dirigenti scolastici e personale già a partire dall’anno scolastico 2024/2025; – il comma 557 dell’articolo 1 della legge, stabilisce infatti che “il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le regioni sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione e del merito, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro il 30 giugno, sulla base di un coefficiente indicato dal decreto medesimo, non inferiore a 900 e non superiore a 1.000, e tenuto conto dei parametri, su base regionale, relativi al numero degli alunni iscritti nelle istituzioni scolastiche statali e dell’organico di diritto dell’anno scolastico di riferimento, integrato dal parametro della densità degli abitanti per chilometro quadrato, ferma restando, la necessità di salvaguardare le specificità delle istituzioni scolastiche situate nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”; – sulla base dei parametri individuati, le regioni provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro e non oltre il 30 novembre di ciascun anno; [caption id="attachment_90403" align="alignleft" width="369"]
Marcello Fanari[/caption]
– è stabilito che la determinazione dei criteri deve avvenire attraverso una concertazione tra Ministero dell’istruzione e del merito, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Conferenzaunificata e che, nel caso in cui non si dovesse arrivare a trovare l’intesa entro il 30 giugno di ogni anno, il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA viene calcolato sulla base di un coefficiente tra 900 e 1.000 alunni per scuola, fatte salve la salvaguardia di situazioni derogabili perché sedi montane o di piccola isola;
– che in data 26 settembre 2023 si è tenuta a Sanluri, presso gli uffici della Provincia, una riunione con oggetto “Riorganizzazione rete Istituti Superiori, DPR 233/98, Programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa della Provincia Sud Sardegna a.s. 2024/2025 – tavolo Territoriale”. Alla presenza dei funzionari della Provincia e della parte politica dei territori coinvolti nel dimensionamento scolastico, ovvero Sindaci e Assessori delegati, si sono analizzati i numeri degli alunni per ciascun plesso di appartenenza sia per il primo ciclo di istruzione (Istituti comprensivi) sia per il secondo ciclo d’istruzione (Istituti di Istruzione Superiore) si sono evidenziati i punti di forza e di debolezza di ciascun istituto e si è discusso in linea generale della bozza di delibera regionale ad oggetto “Linee guida per la programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa della regione Sardegna per l’anno scolastico 2024/2025. Bozza che è stata successivamente superata. Nel tavolo territoriale è emersa la volontà di sacrificare alcune autonomie “dimensionate” e quindi “secondo le linee guida” non oggetto di discussione a favore di autonomie non sufficientemente dimensionate e in oggettiva difficoltà.
Evidenziato che:
– i nuovi criteri di dimensionamento potrebbero portare, a partire dal 2024/2025 a un taglio di 700 dirigenti scolastici e DSGA su tutto il territorio nazionale, concentrati principalmente nelle regioni del sud Italia e anche in Sardegna;
– la legge di bilancio ha previsto inoltre, per il triennio 2023-2025, un taglio di spesa per l’istruzione scolastica nel triennio dì 4 miliardi e 116 milioni di euro negli “Stati di previsione” della legge di bilancio 2023, che comporterà una diminuzione della spesa scolastica da 52 miliardi e 114 milioni del 2023 ad una spesa, di 47 miliardi e 997 milioni di euro del 2025, con la previsione di un taglio del 50 per cento delle risorse sul reclutamento e aggiornamento dei dirigenti scolastici e del personale scolastico;
– al taglio delle risorse all’istruzione pubblica fa da contraltare un incremento di risorse di oltre 20 milioni di euro in tre anni per le istituzioni scolastiche non statali;
Atteso che:
– come denunciato le nuove modalità di definizione del dimensionamento scolastico avrà come conseguenza principale l’accorpamento e la chiusura di quegli istituti scolastici in cui sono iscritti meno di 900 studenti, con una. possibile riduzione nella nostra Isola di almeno 40 autonomie scolastiche;
– l’accorpamento degli istituti scolastici non rappresenta una soluzione ottimale per assicurare una didattica di qualità e un servizio adeguato alle studentesse e agli studenti mentre, al contrario, andrà a creare ulteriori disagi e inefficienze, ferendo ulteriormente quei territori già in ginocchio, come le aree interne, colpite duramente dalla dispersione scolastica e dallo spopolamento;
POSTO che considerati gli effetti deleteri che potrebbero avere le nuove norme sui piani di dimensionamento scolastico, quattro regioni italiane hanno deciso di impugnare la norma, inserita al comma 557, articolo 1, della legge n. 197 del 2022 di bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025;
Preso atto altresì della lettera trasmessa dall’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport al Ministro dell’istruzione e del merito per protestare contro le nuove disposizioni approvate e sottolineare la forte preoccupazione relativamente agli effetti che dette norme avranno sulla rete scolastica regionale e soprattutto sui territori più disagiati;
Considerato che dalla riunione è scaturita la seguente proposta di dimensionamento:
- Liceo Classico Piga di Villacidro – Alunni 382
Proposta: Accorpamento dell’Istituto Istruzione “Volta” – specializzazione “Agrario” sede di
Villacidro (alunni 105) al Liceo Classico Piga che diventerebbe Istituto di Istruzione Superiore;
- I.I.S. Volta (sede di Guspini + sede di Villacidro + sede di Arbus) – Alunni 376
Proposta: perdita dell’autonomia con accorpamento Istituto Agrario al Liceo Classico e accorpamento dell’IPSIA Volta e Alberghiero di Arbus al Buonarroti di Guspini;
- I.I.S. Colli Vignarelli di Sanluri (sede di Sanluri + sede di Villamar) – Alunni 541
Proposta: accorpamento del plesso dell’I.I.S. “Buonarroti di Guspini, sede di Serramanna all’I.I.S. Colli Vignarelli;
- I.I. S. Buonarroti (sede di Guspini + sede di Serramanna) - Alunni 626
Proposta: separazione della sede di Serramanna (accorpata all’ I.I.S. Sanluri Colli Vignarelli) e accorpamento dell’I.P.S.I.A. di Guspini e Alberghiero di Arbus.
Questa proposta non ha trovato l’approvazione dei presenti ed è stato ribadito che le linee guida della Regione Sardegna prevedono che un Istituto di Istruzione Superiore si possa ritenere dimensionato quando raggiunge il numero di 600 alunni nei comuni non montani e di 400 alunni nei comuni montani. Ribadendo che i dimensionamenti ed eventuali accorpamenti devono essere fatti nel rispetto dei percorsi formativi dei singoli istituti e mantenendo l’offerta formativa complessiva del territorio.
Il successivo 18 ottobre 2023 a Sanluri si è tenuta la pre-conferenza per il territorio della ex Provincia del Medio Campidano, si sono esplicitate le proposte sopracitate alle quali si sono aggiunte altre proposte una delle quali riguarda l’accorpamento di:
- Direzione didattica “Grazia Deledda” di Guspini – Alunni 527;
- Istituto Comprensivo “Fermi – Da Vinci” di Guspini + Istituto Comprensivo di Pabillonis – alunni 410;
Anche in questa occasione la proposta risulta inaccettabile perché non rispetta i criteri stabiliti dalle linee guida.
Ritenuto che la Regione debba adoperarsi per presentare nell’immediato una proposta di modifica delle nuove disposizioni sul dimensionamento scolastico che tenga conto prioritariamente della tutela delle aree interne e disagiate e che si proponga, altresì, di rafforzare la qualità e quantità dell’insegnamento, impegna il Presidente della Regione, la Giunta regionale e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport:
1) ad adottare tempestivamente tutte le iniziative necessarie al fine di conseguire la modifica delle nuove disposizioni che individuano i parametri per la definizione dei piani di dimensionamento degli istituti di ogni ordine e grado;
2) a mettere in atto tutte le azioni utili per ottenere le deroghe necessarie a salvaguardare gli istituiti scolastici della Sardegna, presidi sociali e culturali irrinunciabili, al fine di garantirne la sopravvivenza in tutto il territorio regionale.
Tutto ciò premesso Il Consiglio Comunale di Guspini esprime contrarietà alle proposte sul dimensionamento scolastico 2024/2025 e l’appoggio alla proposta dell’ANCI Sardegna in merito alla emanazione di una norma regionale che salvi tutte le autonomie scolastiche sottodimensionate. Tale proposta pervenuta al protocollo dell’Ente in data 12 ottobre 2023 e registrata al nr. 26265 è allegata al presente ordine del giorno”
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