Il diabete e la sclerosi non fermano Marco Sebis, atleta Ironman


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>Un’emozione indescrivibile per un’impresa davvero difficile, ma non impossibile. Così Marco Sebis, 47 anni, dipendente della fonderia, diabetico da 24 anni che, poco più di un anno fa, ha scoperto di avere la sclerosi multipla ha realizzato il suo sogno: «Ho tagliato il traguardo dell’Ironman a Francoforte - racconta - dopo una gara di oltre 14 ore con 3,86 km di nuoto, 180,260 km in bicicletta e 42,195 km di corsa».

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L’atleta Marco Sebis, tesserato con la società sangavinese “Fuel Triathlon”, non si è arreso mostrando una forza di volontà e una grinta da vendere e quando ha tagliato il traguardo dell’Ironman è scoppiato in un pianto liberatorio di gioia abbracciando la moglie Giuliana e il figlio Nicola che lo hanno incoraggiato in tutto il percorso anche quando quel traguardo sembrava allontanarsi. «Quando penso a quella gara - racconta - mi sembra ancora di sognare. Nel maggio 2016 ho avuto la conferma della sclerosi multipla. Sono il primo atleta al mondo con una doppia diagnosi di sclerosi multipla e di diabete a terminare una gara del genere. Pratico sport da una vita e questo dimostra che tenersi in forma fa bene e tiene la mente lontana dai pensieri della malattia. Una delle dottoresse che mi segue mi ha detto che sono pazzo, ma ho sempre saputo che sarei arrivato al traguardo. Non mi voglio porre limiti e voglio continuare a sognare con il sostegno della mia famiglia e degli amici».

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Per Marco Sebis è vietato piangersi addosso e la gara più dura del triathlon è stata preparata con grande attenzione per mesi con il suo allenatore Cristiano Caporali, il suo compagno di squadra Federico Lisci (presente all’Ironman) e il grande amico Mimmo Trudu: «In più - racconta Marco Sebis - a fare il tifo per me c’erano tutti i malati di sclerosi multipla e da una miriade di altri amici che mi hanno commosso».

Marco Sebis ha una grande forza di volontà e lo sguardo ricco di grinta e voglia di vivere: «Sono molto testardo e quando mi metto in testa di fare una cosa arrivo fino in fondo. Lo sport permette di darsi degli obiettivi e mi aiuta a combattere la malattia. Ho iniziato a vedere dei video sull’Ironman ed ho pensato di mettermi in gioco. Ho sentito la fatica sulle gambe nella corsa, ma non mi sono voluto arrendere. Al traguardo sono arrivato alla posizione 2200 e per me conquistare quella medaglia è stata un’emozione unica. Che cosa farò ora? Mi mancano le Olimpiadi».

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Per il sindaco Carlo Tomasi Marco Sebis è un esempio per tutti: «La sua esperienza umana e i suoi meriti sportivi possono certamente costituire un modello edificante per coloro che si avvicinano al mondo delle discipline fisiche e, più in generale, per chiunque debba affrontare le avversità di vario genere che la vita interpone nel nostro cammino».

 L’atleta portacolori della locale “Fuel Triathlon” ha chiuso questa prova titanica, che viene anche eloquentemente denominata “ironia”, cioè «uomo d’acciaio», in 14 ore, 18 minuti e 48 secondi, in quel di Francoforte nell’ambito della “Ironman European Championship”. L’ironman è nota per essere una delle prove agonistiche più dure ed impegnative, sia fisicamente che psicologicamente, un’autentica sfida per ogni sportivo, maggiormente ardua, dunque, per atleti sfortunatamente colpiti da patologie importanti. Questa è la ragione per cui Marco Sebis con il suo record mondiale è riuscito ad emozionare la platea italiana ed internazionale sfoderando un’attitudine da indomito guerriero, mostrando forza, determinazione e carattere di rara intensità. «Tutti noi sangavinesi», puntualizza il sindaco Carlo Tomasi, «oltre ad essere orgogliosi per le gesta sportive di Marco Sebis, possiamo anche testimoniare altri aspetti della sua personalità, quali ad esempio la generosità e l’animo gentile».

Gian Luigi Pittau

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