>A San Gavino Monreale e nel Medio Campidano il lavoro è ormai diventato un miraggio, ma c’è chi non si arrende. È il caso di Andrea Senis (nella foto di Renato Sechi) che non è rimasto a piangersi addosso: «L’idea dell’attività “S’ortu de domu” - spiega - nasce in un periodo di profonda crisi lavorativa. Quando a 46 anni ti trovi senza occupazione e a inviare curriculum senza ricevere risposta, devi aguzzare l’ingegno. L’alternativa era quella di fare le valigie e partire fuori in cerca di “fortuna” oppure di rimanere nella nostra terra e cercare di costruire qualcosa per creare un futuro e non soccombere alla crisi». RIPARTIRE DALLA TERRA Di qui la scelta di ripartire dalla terra, di utilizzare la lingua sarda nella sua attività per riscoprire le tradizioni con i suoi sapori: «La nostra lingua per molto tempo è stata poco valorizzata. Volevo creare qualcosa di originale e che potesse diversificare l’attività - spiega Andrea Senis. - Voglio valorizzare l’economia agricola locale e i suoi prodotti soprattutto quelli a km 0, associando il requisito della qualità. Molti dei prodotti del negozio provengono da imprenditori agricoli locali. In questo modo si cerca di garantire al consumatore un prodotto sempre fresco senza i diversi passaggi e le alterazioni causate molte volte dai viaggi che la merce compie prima di arrivare sulle nostre tavole». IL NOME DEL NEGOZIO Nasce dall’idea di identificarlo come un luogo dove trovare prodotti locali dell’orto sotto casa. Il consumatore sembra apprezzare i prodotti locali in quanto molte volte chiede la reale provenienza dei prodotti e sembra soddisfatto. MICROCREDITO Andrea Senis non si fa illusioni e segue la politica dei piccoli passi. La sua attività è stata aperta grazie ad un finanziamento del microcredito della Sfirs: «Senza la partecipazione a quel bando - precisa Andrea Senis - non mi sarebbe stato possibile avviare l’attività, in quanto da disoccupato e senza garanti nessuna banca mi avrebbe messo in condizioni di accedere al credito. Il progetto per l’accesso al microcredito è stato fatto a dicembre 2014 e nel settembre 2015 il progetto è rientrato nelle graduatorie, così dopo vari adempimenti burocratici a gennaio 2016 si è potuta aprire l’attività. Altra particolarità del negozio sono gli arredi interamente fatti con materiale di riciclo quali euro pallet e cassette di legno per la frutta, tutto assemblato da me. In questo modo abbiamo pensato di risparmiare». Andrea Senis ha avuto il coraggio di investire in tempi di crisi: «Da qualche parte bisogna pur iniziare, l’importante è fare piccoli passi e avere l’umiltà di chiedere sempre a chi è più esperto di noi, mai essere presuntuosi o pensare di essere arrivati, c’è sempre da imparare anche dalle piccole cose. E poi il bello della vita è anche quello di sapersi reinventare nonostante le difficoltà dettate dalla crisi. Si spera che la gente apprezzi l’idea e la qualità dei prodotti». Gian Luigi Pittau
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