Il libro di Carlo Dore: "L’assassinio di Giacomo Matteotti"


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>È stato dato alle stampe dall’Anppia Sardegna il volume scritto da Carlo Dore dal titolo “L’Assassinio di Giacomo Matteotti”, con la prefazione di Giovanni Maria Bellu. Il libro è incentrato sulla barbara uccisione del deputato Giacomo Matteotti “con l’intento di mettere un po’ d’ordine fra le varie teorie che sono state formulate in passato e di far conoscere la figura di questo straordinario uomo politico e l’infamia di chi ha voluto farlo tacere per sempre”. Il lavoro si sviluppa in tredici capitoli più la Prefazione e la Presentazione.

2 libro Il libro inizia rammentando l’aggressione ed il sequestro di Matteotti avvenuto in Roma sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, il martedì 10 giugno 1924 alle ore 16,30, da parte di cinque loschi figuri che lo colpirono ripetutamente alla testa ed al corpo per poi caricarlo su una automobile Lancia guidata da un sesto ceffo. Il deputato Matteotti, nonostante i colpi ricevuti, continuò a lottare con tutte le sue forze contro i soverchianti aggressori riuscendo a far volare fuori dal finestrino dell’auto in corsa il suo documento di riconoscimento. La lotta ebbe termine solo con la sua barbara uccisione quando uno dei delinquenti estrasse uno strumento appuntito conficcandolo nel torace della vittima all’altezza del cuore, provocandone l’immediato decesso. Il corpo venne abbandonato nel bosco della Quartarella nei pressi della via Flaminia. Matteotti era un giovane deputato socialista – nacque a Fratta Polesine nel 1885 - e fiero oppositore del governo fascista, un uomo importante e di grande prestigio. Laureatosi in Giurisprudenza entrò da giovane negli ambienti politici socialisti assumendo rapidamente un ruolo di vertice. Era contro l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale e ciò gli costò 3 anni di confino in Sicilia. Nel 1919 venne eletto deputato e fu riconfermato nelle elezioni del ’21 e del ’24 sempre nella circoscrizione Ferrara-Rovigo. Nel 1922 venne eletto segretario nazionale del partito Socialista.  Una fulgida figura di rettitudine, di impegno, di coerenza. Sempre con la schiena dritta. E come scrive Giovanni Maria Bellu nella sua Prefazione “ Ti amareggia, quando concludi la lettura, constatare che questa figura eroica dell’antifascismo anche tu un po’ te l’eri dimenticata. E comprendi perché le giovani generazioni la conoscono così poco.” Uno dei meriti di questo lavoro è che Carlo Dore, Presidente dell’Associazione Anppia Sardegna, tratta l’argomento in modo scorrevole, semplice e divulgativo. Si intuisce che è un lavoro volto alla divulgazione dell’importante personaggio dell’antifascismo nazionale presso, soprattutto,  i giovani. Si legge tutto d’un fiato perché l’incedere del racconto ti cattura e non smetti di leggere sin tanto che non lo termini.

Lorenzo Di Biase

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